Donne

Uno dei valori fondamentali che l’Europa promuove è quello delle pari opportunità. Le donne, come una restante parte di cittadinanza attiva – pensiamo ai Giovani – continuano ad essere sotto rappresentate non solo nelle istituzioni ma in tutti i settori produttivi. All’interno dei partiti, poi, imperversano da sempre logiche discriminatorie ed anti riformiste che adottano modelli maschili come veri ed unici domini. La programmazione politica UE fino 2013, per quanto concerne l’approccio della nuova strategia delle Pari Opportunità di Genere, discende dalle logiche che si riscontrano a margine del ciclo di programmazione in via di conclusone e dalla situazione di enorme differenziazione presente  all’interno dell’UE.

La scelta della Commissione Europea di realizzare le pari opportunità  anche attraverso interventi trasversali a tutte le altre politiche ne ha accresciuto i poteri di impatto. Esistono ancora forti gap, tra e all’interno degli Stati Membri, nei livelli di partecipazione ed occupazione femminili così come la diffusione della cultura di gender mainstreaming (integrazione e sviluppo della dimensione di genere nelle iniziative strategiche e in tutte le fasi del ciclo dalla programmazione, all’attuazione, implementazione, valutazione dei Fondi con conseguente promozione, negli ambienti di lavoro, di modelli family-friendly agenti, anche, sugli effetti negativi degli attuali squilibri demografici) che incontra ancora resistenze quale la diversa sensibilità delle amministrazioni locali e nazionali rispetto al problema e la priorità che si tende ad attribuire -in fase programmatica- ad azioni infrastrutturali più che ad azioni rivolte alle persone. Il principio di parità salariale, poi, a parità di lavoro è un principio equo che promuove produttività lavorativa e competitività interna. Rientrare in una rete europea che garantisca ruolo attivo, migliori condizioni di vita e di lavoro promuovendo nuovi strumenti metodologici a sostegno dell’integrazione della dimensione del genere è fondamentale. Tutti siamo consapevoli dei vantaggi di una società basata sulla giustizia e solidarietà con la conseguente mobilitazione; tutti sosteniamo lo scambio di idee ed informazioni che sono la base dello sviluppo. Servono buone politiche per azioni concrete e per campagne di sensibilizzazione.

Per i gruppi di pressione diventerà difficile sostenere le proprie richieste di intervento se non esistono dati che valutino l’entità di un problema e monitorino gli andamenti dell’evento (l’elaborazione di uno studio di realizzabilità che possa descrivere l’impatto potenziale della politica UE come la valutazione di impatto di genere). Stimolare la consapevolezza sulle tematiche di genere ed imporre formazione sul tema per trovare nuove soluzioni, creare legami forti e trasparenti tra i gruppi quale incubatrici di eventi, colmare il divario di genere per ricompensare l’impegno e combattere stereotipi. L’eguaglianza di genere fa parte integrante della politica sociale settore che rientra nell’ambito della “competenza condivisa”: qui le donne europee dovranno confrontarsi. In Europa, però, non tutte le realtà sono simili: nell’Europa del Nord le donne hanno spazi e ruoli rilevanti, l’Europa mediterranea, invece, accusa un ritardo con scarsa rappresentanza femminile. In materia di riequilibrio della rappresentanza, dunque, gli strumenti sono i sistemi che privilegiano discipline di fonti legislative e sistemi che prevedono una normativa di favore per le donne nei regolamenti interni e negli statuti dei partiti politici. In molti paesi con alta percentuale di presenze femminili in Parlamento il sistema adottato è quello delle quote non imposte per legge ma utilizzate come soluzione autonoma dai gruppi politici.

Laddove l’autoregolamentazione dei partiti non ha portato una crescita della rappresentanza femminile si è creato un intervento normativo, come in Italia, con la modifica all’art. 51 della Costituzione che ha colmato il deficit legislativo ai fini della rappresentanza femminile prevedendo il dovere costituzionale di promuovere con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donna e uomini. E così, la scarsa partecipazione delle donne in Italia nella vita politica segnala il forte divario dalla società civile dove, invece, le donne hanno assunto un ruolo rilevante.  Nel frattempo, il riequilibrio delle rappresentanze, il riconoscimento, il rispetto speriamo riusciranno a ricomporre la base di “diritti senza barriere”.

Giuseppina Bonaviri, 2007

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