Oggi in Provincia di Frosinone si parla di polveri sottili ed altro, ma come? Comitato tecnico scientifico Rete la Fenice con Bonaviri

Oggi la discussione social di chi più ha a cuore il problema ambientale in Provincia frusinate coglie alcuni aspetti che nel linguaggio comune non corrispondono per intero invece alle regole scientifiche della fluidodinamica atmosferica. Ci spieghiamo meglio.

Quando per ragioni metereologiche si stabilisce sulle città una situazione anticiclonica ( sole, alte temperature, venti inesistenti o quasi) si viene a creare una stagnazione dell’aria atmosferica che aumenta le concentrazioni del particolato ( PM10, PM5, PM2,5 ecc). In questo caso l’aria riscaldandosi al suolo per dinamica sale nelle parti più alte dell’atmosfera trasportando con se tutto lo stesso particolato che si era concentrato inizialmente al suolo o in sua prossimità. Quando , nella salita questa aria si raffredda sempre per le leggi fisiche, il particolato ricade al suolo cosa che avviene anche quando piove. In questo processo sono coinvolti non solo i nostri polmoni ma molti organi e funzioni vitali.

Quindi con eventuali tecniche di lavaggio delle strade poco si risolve se non limitare i danni perché cosi facendo si andrà ad incidere solo sul particolato già caduto o presente al suolo mentre il restante particolato presente a livelli più alti atmosferici rimane in sospensione e quindi pronto a ricadere apportando per l’ennesima volta problematiche respiratorie a chi è costretto a subire l’evento atmosferico. Per giunta con il lavaggio delle strade non si eliminano gli inquinanti presenti nell’atmosfera che comunque finiranno nelle acque circolanti al suolo e che continueranno ad essere utilizzate anche se inquinate per uso agricolo e umano. Questo, ovviamente, avviene anche in caso di temporali che apparentemente “puliscono” l’atmosfera con una aggravante però che corrisponde alla formazione della famosa pioggia acida dannosissima non solo alla salute umana e animale ma anche alle opere d’arte, ai monumenti, alle rocce. Ancora va precisato che in questa dimensione nuova di sostenibilità ambientale poco servono i blocchi del traffico e le giornate ecologiche perché sono semplicemente un tampone momentaneo senza alcuna ricaduta ne a monte ne a valle ne preventiva come anche soluzioni fantasmatiche di filtri per il riciclo aria.

Allora la proposta che noi della Rete continuiamo a sostenere riguarda procedure d’uso innovative( Smart city, progetto R.E.M, monitoraggio, copertura arborea, sistemi satellitari) che qualunque amministrazione o ente provinciale non dovrebbe ignorare ma anzi realizzare.

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