Accenni sulle sottigliezze del potere

Questa piccola esperienza che mi accingo a fare, calata in un agone politico, non avvezza ai giochi di potere che si determinano in una competizione di indubbia ed indiscussa complessità, mi han portato a fare qualche riflessione sul senso che diamo al termine POTERE:

“Nessuno può realizzare nulla che non sia in linea con gli Dei perché in questo fare è implicato qualcosa di più che noi soltanto” – M. Soma.

Dice James Hillman che l’istinto da cui dipende la leadership è molto vicino all’intuizione.

Una persona ha potere se sa rivolgersi alle forze esterne, quelle primitive che si trovano nell’aria e che a loro volta si rivolgono a lui e agisce come mediatore collettivo.

Questa apertura, questa disponibilità d’animo, che poi corrisponde a resistere, pone al servizio comunitario della crescita di una organizzazione colui che detiene il potere. Un potere che mai comporta il dominio dell’altro o il tiranneggiare ma emana dall’idea e dal sentimento del percepire l’altro come diverso da sé.

Non si può controllare o influenzare il modo di sentire nel confronto diretto con la gente.

Si può condividere una differenza, invece.

E’ il potere dell’anima.

Quel potere che gli indù ritenevano essere stato messo, dagli dei, alla nascita dentro l’anima di pochi privilegiati.

2 Commenti

  • Rosanna Reply

    3 Febbraio 2010 at 08:07

    Complimenti e in bocca al lupo!

  • giuseppinabonaviri Reply

    3 Febbraio 2010 at 14:19

    rossana, rimanere sensibili e attenti lettori delle dinamiche del potere soprattutto per noi donne appare naturale e sostanziale, in linea con le caretteristiche che ci contraddistinguono. grazie giuseppina

Lascia un commento

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la tua password?

Lost Password