Per favorire lo sviluppo ripristinare la legalità Comitato Tecnico Scientifico Rete la Fenice con Bonaviri

Sempre più spesso ci si chiede quali siano le ragioni della enorme lentezza sulle riforme italiane che non ci ha permesso finora di superare gli effetti di una lunga crisi, lasciando di conseguenza che la nostra società viva un’immobilità di fondo per nulla proiettata alla velocità dei processi di cambiamento che invece vivono gli altri Paesi viciniori.
Due notizie ci aiutano a comprendere la condizione di sospensione che ci caratterizza.
Le serrate polemiche sulle responsabilità per il crollo del Ponte Morandi a Genova e la morte di 42 persone ci hanno fatto scoprire in quali pericolose condizioni sono strade, ponti e gallerie in Italia e quanta responsabilità politica vi sia nel degrado di queste infrastrutture maltrattate. Quella che può apparire in prima istanza una generica accusa ai governi che si sono succeduti è documentata da una recente relazione della Corte dei conti che ancora una volta dimostra quanto sia importante per i cittadini l’indipendenza e la divisione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) in uno stato democratico e sia grave la responsabilità di chi invece agisce per la subordinazione di uno di questi poteri.
La magistratura ha documentato che l’inaccettabile speculazione dei gestori delle tratte stradali risiede nella dipendenza delle strutture ministeriali incaricate di controllare l’attuazione dei termini delle diverse concessioni ed in atti segreti finora nascosti persino alla magistratura.
Questo regime di sfregio del bene pubblico, negli ultimi venti anni, ha permesso ai gestori di aumentare le tariffe autostradali del 75,6%, quasi il doppio del tasso d’inflazione e consentito, fra il 2008 ed il 2016, di realizzare opere per 6 miliardi e 640 milioni invece dei 21,7 miliardi dichiarati nei piani concordati dai concessionari con il ministero delle infrastrutture per la manutenzione ed il miglioramento della rete stradale. Ciò è stato possibile anche per condizioni di favore, scritte negli allegati ai contratti e tenuti segreti perchè considerati a tutela dei concessionari, manco fossero stati segreti industriali! Una condizione che grida allo scandalo per la modalità di proroga delle concessioni senza bandi di gare alla scadenza, garantendo rendite pluridecennale sempre agli stessi.
Queste faccende di inefficienza ed arretratezza vanno ovviamente a rafforzare nei cittadini la sfiducia di una risposta collettiva da parte dello Stato nel tutelare l’interesse pubblico e la trasparenza nelle decisioni.
Così si spiega anche la ritrosia ad investire che hanno imprese non solo nazionali e famiglie italiane e la conseguente debole crescita nazionale imposta nei consumi, con danni enormi. La Bce lancia un documento che dice che i depositi presso le banche italiane da parte di società non finanziarie è di oltre 318 miliardi, fra il 2018 ed il 2019 è cresciuto del 14,2%. In otto anni i capitali liquidi depositati in banca sono raddoppiati: l’Associazione bancaria italiana (Abi) ritiene che nel 2019 i capitali liquidi depositati da imprese e famiglie sono cresciuti di 83 mld. Capitali in attesa di “qualcosa o qualcuno” che possa essere di rassicurazione per i proprietari rispetto a futuri investimenti.
Cosa può, allora, smobilizzare questa valanga di denaro che avrebbe, ad esempio, nel settore delle nostre opere pubbliche una domanda d’investimenti pari a 175 miliardi? Si pensi ai lavori necessari per la protezione dei nostri fragili territori.
La risposta è semplice : la stabilità di governo con il ripristino della legalità. Non in senso giustizialista, ma come risposta trasparente ai cittadini delle ragioni per la quale si prendono decisioni (come quella della revoca delle concessioni autostradali agli attuali gestori) ridando a tutte le imprese le giuste condizioni di competitività, di qualità nel contrasto del degrado delle grandi aree urbane e del conseguente spopolamento delle aree interne della penisola. Creando così e finalmente le condizioni idonee per il rilancio di sana occupazione.

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