Covid-19: il virus non ha un solo modello di propagazione. Parlare di salute pubblica, di buone regole e di luoghi di cura non è una burletta.

Comitato tecnico scientifico Rete La Fenice con Bonaviri- Conference call del 28 marzo 2020

Il virus Sars-Cov 2, si presume attualmente, avere diversi vettori di trasmissione. Il particolato è uno di questi. In una società dove l’inquinamento atmosferico ha raggiunto dimensioni enormi il virus viaggia, dunque, a velocità maggiori essendo veicolato anche dalle particelle inquinanti atmosferiche.
A conferma di quanto oggi alcune tesi scientifiche sostengono, la pandemia, infatti, ha colpito zone maggiormente industrializzate e a più alta concentrazione di abitanti. Questo a conferma che esistono negli spazi a più alto inquinamento, quelle fragilità in più per chi lì vive, che andranno ad influire sul rapporto con i virus e con le pregresse patologie cerebrali, polmonari e cardiache. E’ risaputo che gli inquinanti come Pm2,5 -0,5 e gli ossidi di azoto sono da considerarsi sostanze altamente predisponenti per il trasporto e la veicolazione dei germi in generale.
Un altro agente considerato tra i peggiori killer trasportatori dei virus è il cosiddetto IPA ( idrocarburi policiclici aromatici) che si trova innanzitutto nei gas di scarico degli autoveicoli. Ecco che allora, in questo periodo, essendo ridotto il traffico veicolare per la quarantena si riduce la presenza di questa sostanza volatile che è da considerarsi un propagatore privilegiato del virus, agendo alla velocità dello spostamento della stessa massa d’aria e dei venti. Questi ultimi due fattori dovrebbero essere sempre e costantemente monitorati in quanto fautori della crescente diffusione dell’attuale coronavirus. Insomma, quando c’è maggiore ventilazione c’è maggior rischio di contaminazione.
Anche il buon costume di lavare le strade a cadenza giornaliera e disinfettarle testimonia che il virus convive assai bene con gli IPa. Va aggiuntto che l’asfalto è fondamentalmente costituito da idrocarburi e si sa che su questi il coronavirus quadruplica la sua vita media. Facendo fede, allora, alla letteratura internazionale scientifica che sta nascendo sull’argomento, sarà buona norma lasciare sempre le scarpe fuori casa prima di entrare negli appartamenti e luoghi abitati.
Una proposta che viene presentata direttamente dalla nostra Rete -che ha un cuore grande che batte sempre nella direzione del bene comune- è quella di affiancare nell’immediato alle centraline che controllano la qualità dell’aria quelle che controllano la direzione dei venti. In base a quelle correnti d’aria che appariranno prevalenti, andrà riprogettata l’intera direzionalità di circolazione e del traffico cittadino a partire proprio dal capoluogo frusinate. Qualche amministratore ci ascolterà?
Va precisato, anche, che la ventilazione quale elemento di propagazione di batteri e virus mette in luce una enorme criticità degli ospedali e delle strutture e luoghi chiusi di cura deputati ora al trattamento del Covid-19 ( di cui abbiamo dettagliatamente scritto in articoli pregressi) in quanto i condizionatori usati per l’aereazione delle stanze potrebbero diventare ulteriori e diretti agenti diffusori di questo terribile motriciattolo.
Ci auguriamo che tra i tantissimi ritardi e la mala gestione politica che ha caratterizzato questa fase dell’ emergenza localmente, almeno la rete dei controlli interni negli ospedali e nelle strutture sanitarie sui sistemi ventilatori, sia monitorata con filtri e tubature puliti e sanitizzati costantemente. Ci chiediamo e rivolgiamo la domanda ai decisori e alle direzioni strategiche della sanità locale: chi gestisce queste ispezioni, con quali sistemi e con quali cadenze? Dove vengono pubblicati i dati? Da chi dipende la supervisione e la creazione della filiera di fondamentali come questi?
Continuare, dunque, a sostenere con superficialità e immoralmente che i virus più in generale si propaghino solo da uomo ad uomo appare tesi non validata dalle attuali ricerche, estremamente limitativa e non di chiara indicazione alle comunità nel rispetto delle regole che la nuova visione di coesione sociale deve mettere in atto nell’immediato.

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