Il concorso del Pd al miglioramento delle condizioni di vita degli italiani

Giuseppina Bonaviri, delegata nazionale

La legge di stabilità contiene alcune misure di valore economico e sociale che possono dimostrare la capacità del governo di saper migliorare le condizioni di vita delle persone.
Nell’esperienza di governo il Pd è chiamato a rimarcare la propria identità di partito della sinistra impegnato nella difesa della democrazia e per l’uguaglianza delle opportunità nella realizzazione sociale di tutte e tutti i cittadini.

L’inaccettabile aumento delle diseguaglianze, la discriminazione delle minoranze, lo smarrimento e l’emarginazione di fasce crescenti della popolazione, evidenziano con forza la necessità di decisioni che mostrino la volontà dei partiti di governo di corrispondere alle loro giuste aspettative.

Nella legge di bilancio 2020 e nei disegni di legge collegati presentati dal governo condividiamo:

  1. la conferma della piena adesione al progetto europeo che non è una rinuncia alla nostra sovranità ma la creazione di opportunità per finanziare misure di valore sociale contenendo l’ammontare degli interessi sul debito pubblico che grava ogni anno sulla manovra di bilancio. In questo modo si apre la possibilità concreta di aumentare in modo consistente la crescita (e quindi l’occupazione) senza compromettere la stabilità del bilancio e la riduzione dello stesso debito
  2. la decisioni di cancellare i 23 mld di aumento dell’Iva che sarebbero pesati per circa 600 euro a famiglia nel corso del prossimo anno. Pur impegnando l’80% dell’intero ammontare della manovra finanziaria nel dibattito politico questa misura viene sottostimata, rispetto ad altre decisioni
  3. l’attenzione alla difesa del reddito dei lavoratori dipendenti che riducono il costo degli oneri sociali di 500 euro l’anno va a vantaggio dei lavoratori e degli autonomi con tassazione al 15% per le partite Iva con reddito inferiore a 65.000 euro l’anno
  4. la ripresa di una politica per la famiglia con l’eliminazione del ticket sulle prescrizioni sanitarie, la correlazione del ticket sulle prestazioni specialistiche, di diagnostica sperimentale e di laboratorio in base al reddito e al numero dei componenti il nucleo familiare (con la salvaguardia di un tetto massimo di spesa oltre al quale non si dovrà pagare) con la conferma del finanziamento dei diversi bonus a favore della famiglia e dal 1° gennaio la quasi gratuità della spesa degli asili nido (con un concorso alla spesa di 3.000 euro per i redditi inferiori a 25.000 euro l’anno e di 2.500 euro per coloro che hanno un reddito inferiore a 40.000 euro)
  5. il ripristino della capacità di spesa dei comuni gravemente ridotta da anni e causa di mancati interventi per attività essenziali nel controllo e nella manutenzione del territorio ed il conseguente miglioramento dei servizi sociali. Questa rinnovata capacità di spesa consentirà di recuperare spazi occupazionali negli enti locali, da tempo carenti. Gioverà, poi, alle amministrazioni locali il finanziamento del Piano nazionale per la manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio che rispondendo alla sollecitazione del Presidente della Repubblica nella recente assemblea dell’Anci richiama l’urgenza di intervenire per salvaguardare i comuni delle aree interne, presidio di socialità e tutela del territorio contro lo spopolamento in atto
  6. le misure per la qualificazione dell’occupazione -di elevato valore sociale ed economico- con il Piano Industria 4.0 e la proroga dell’iperammortamento e della formazione 4.0 e di rottamazione delle auto Euro 4 rafforzano le misure di politica ambientale riducendo le imposte per i lavori di ristrutturazione domestica e delle imprese. Tutti primi passi, questi, di una riconversione necessaria di tutto il nostro sistema produttivo.

Il nostro senso di responsabilità, ora , è necessario per far uscire il Paese da una perdurante bassissima crescita (il Pil nel 2019 aumenterà solo dello 0,2%).

Di questa condizione ne soffrono in particolare i territori come il nostro da tempo afflitti da deindustrializzazione e dalle poche opportunità di lavoro in molti altri settori.

Per concludere, va detto che nel nostro Paese l’assunzione delle misure contro l’evasione fiscale (stimata fra i 100 ed il 120 mld di euro l’anno) come gli incentivi ai pagamenti elettronici, con una riduzione dei costi di transazione per l’uso di carta di credito e bancomat, sono da considerarsi importanti.

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