Crisi anche al mercato. E gli ambulanti?

Appello di Giuseppina Bonaviri, Candidata alle Regionali alle Istituzioni territoriali per sensibilizzare un dibattito sulle attuali criticità degli ambulanti.

Dalle mie visite presso i mercati rionali del nostro territorio frusinate: vendite in calo dal 20% al 40% a seconda delle merci per danni stimati fra i 300 e i 600 mila euro all’anno.

E chi non ce la fa più?

“Sveglia quando fa buio pesto, scaricare il furgone mentre la città dorme ancora e smontare di nuovo tutto dopo poche ore. Stesso copione ogni giorno dell’anno. Neve, vento, afa, nessuna differenza”. Questo mi dice Michele un ambulante che ho incontrato al mercato di Castro dei Volsci.

In ballo da mattina a sera sulle strade di città gli ambulanti vendono la propria merce ai cittadini di un quartiere, ogni giorno uno diverso.
Ma se fino a poco tempo fa i conti a fine mese tornavano, la crisi di oggi affonda invece i denti anche sugli incassi degli ambulanti che lavorano quotidianamente nei  mercati della nostra provincia. La gente spende meno, compra appena il minimo indispensabile e molti banchi sono quasi deserti.

“È un calo generalizzato trasversale che colpisce un po’ tutti gli ambulanti , non conviene nemmeno montare il banco” mi dicono Claudio e Franca una coppia di giovani ambulanti con due figli che studiano. “Si affitta la propria autorizzazione a vendere, spesso a extracomunitari e nel frattempo ci s’inventa altro per sbarcare il lunario. Nel settore abbigliamento e biancheria i cali degli incassi sono tra i più forti”.
“Gli affari vanno proprio male – mi dicono ad un banco di salumi e formaggi di Amaseno – guadagniamo almeno il 30 per cento in meno e i conti è difficile farli quadrare”.

Il mercato è frequentato per lo più da pensionati nei piccolissimi centri della nostra provincia.

“Oggi mi chiedono il prezzo anche di un rasoio e c’è chi, visti i tempi di crisi, scoraggia anche i figli a proseguire la carriera di famiglia. L’ho già detto a mio figlio che il nostro mestiere sta morendo bisogna sperare in tempi migliori”. “A complicare la vita nei mercati rionali ci si mette anche il fenomeno dell’abusivismo. Anche la carta d’esercizio approvata dalle Regioni, un documento con fotografia che certifica l’attività dell’ambulante, è uno strumento utile.  Un forte deterrente ma che anche i Comuni devono recepire però in modo tale che non circolino più fotocopie: così sarà più difficile avere una licenza senza essere in regola con fisco e previdenza. C’e poi il presunto giro di affari legato allo sfruttamento di concessioni per il commercio ambulante”.

Si apre uno scenario oscuro sul quale le amministrazioni devono fare luce per garantire la legalità.
Conoscere il quadro completo delle autorizzazioni per il commercio su aree pubbliche, chi e quanti sono i titolari di licenze che operano direttamente istituendo un osservatorio permanente sul fenomeno al fine di acquisire costantemente informazioni e valutazioni specifiche.

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