Il rifiuto di una sintesi politica nasce dal territorio?

Giuseppina Bonaviri

In alcuni circoli del PD provinciale si inizia a “discutere” in vista dei cambiamenti previsti sui diversi fronti del partito. Ho partecipato ad alcune iniziative come al presidio del circolo di Frosinone “Per amore dell’Italia” e del circolo di Fiuggi.

Il tentativo di dare il via ad un periodo nuovo verso una costituente per la rifondazione del Partito Democratico- anche per la volontà emersa nell’ultima Direzione nazionale – sembra per ora, dalle nostre parti, solo un atto estemporaneo.

Il Pd appare di fatto in uno stato anemico che mal rappresenta l’organigramma di un partito provinciale che legittimamente dovrebbe presiedere e guidare un processo di rinnovamento tanto importante, oltre i consueti atti burocratici e del prossimo tesseramento. L’incontro frontale con gruppi di esponenti, attivisti e partecipanti è sempre buona cosa se supportato da competenza e visione. Si conferma però, al momento, il disinteresse alla costruzione di una reale ed appropriata sintesi politica che si confronta con una frantumazione del tessuto organizzativo di cui, invece, il Pd mai come ora avrebbe tanto bisogno per rappresentare gli interessi di questo nostro territorio come dell’intera nazione.

Ovviamente non va messa in discussione l’autonomia dei singoli circoli, ma lo stupore c’è quando si coglie che la “creatività” o la “piattezza” che scaturisce da ciascuna di queste realtà comunali non può ritenersi illimitata. Dunque, quello di ricercare il denominatore comune, per far sì che si possa in tal modo determinare una omogeneità di linee guida nei 91 comuni frusinati, dovrebbe diventare parte di un unicum che esprime interessi e urgenze da sanare tra cittadini, bisogni di una comunità e delle sue periferie.
La sottovalutazione di queste priorità ed esigenze, altrimenti, rischia di sfociare in comportamenti di comoda elusione delle sedi di confronto e della sua gente, a partire proprio da quelle provinciali, ove invece bisogna porre a verifica le scelte del partito da portare, poi, sul territorio anche in relazione agli indirizzi e al dettato politico nazionale definito.

Il modo di procedere in maniera semplice ed elementare crea delle distorsioni che nel tempo diventano protesi funzionali solo per chi, oggi come ieri, detiene il controllo del Pd. Questo perché, in tal modo, in pochi faranno valere la propria forza senza dover tenere conto di quanto espresso dal territorio nel suo insieme ed in particolare di quanto di nuovo può e deve ancora accadere in questa provincia frusinate assetata di ristabilire regole e valori per tornare ad imporsi come novità assoluta.

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