La Politica “sangue e merda”

Una Repubblica senza più regole, la nostra. Una Repubblica dove “nani e ballerine” hanno animato per qualche mese un governo che da governo del cambiamento è diventato quello delle paure e dell’odio, dove le due formazioni politiche del contratto – da subito paventatosi imprevedibile – hanno giocato a nascondino rinculandosi e scaricandosi responsabilità ed inadeguatezze.

Una crisi con una mozione di sfiducia presentata anziché dall’opposizione da un partito di governo. Dire come finirà non è facile ne tanto meno azzardare previsioni soprattutto se la mozione non fosse approvata con la conseguente creazione di una maggioranza alternativa. Alla fine a garantire su questa scalcinata e trista Terza Repubblica di un Paese che ha fatto dell’irresponsabilità la sua carta vincente ci penserà, fortunatamente, il Presidente Mattarella.

Se fosse conclamata l’accelerazione della crisi sarebbero bloccati definitivamente i tre decreti su Ilva, rider e precari della scuola; verrebbe affossato il salario minimo e rinviata l’intesa sulle autonomie come la riforma della giustizia andrebbe a trovarsi su un binario morto; sarebbe automatica la crisi d’impresa con il decreto a tutela dell’occupazione, non partirebbe nessuna riforma per l’acqua pubblica e nessuna riforma in materia di semplificazioni; sfumerebbe ancor prima di nascere la commissione d’inchiesta sui crack delle banche mentre l’aumento dell’Iva costerà 541 euro in più a famiglia a partire dal prossimo anno; già da ora sono evidenti forti perdite per i titoli bancari con uno spread che impenna a oltre 240, una Unione Europea che ci aspetta all’angolo e una crescita immediata del carrello della spesa sui prodotti alimentari e ad alta frequenza di acquisto.

Se poi questo fosse ancora poco l’Agenzia Fitch ci conferma la previsione di un rating negativo con una crescita piatta per il fatturato di servizi ed industria mentre però riaprono 12 cantieri in Piemonte, tra Francia e Italia, sul tunnel del Tav. Rimane infine riecheggiare la questione della legge di bilancio per il 2020. Chi la farà?

Intanto in casa democratica Zingaretti, Gentiloni, Zanda spingono per un ritorno alle urne mentre i renziani in Parlamento cercano sponde per un governo di responsabilità, tecnico che metta in sicurezza i conti pubblici e sposti le votazioni agli inizi del 2020. Insomma, sfumature tutt’altro che lievi e con una partita nel centro sinistra che deve ancora tutta essere ripensata. Rimane attualissima l’idea della politica “ sangue e merda”. Stavolta però, non più solo per chi la frequenta e la vive dall’interno ma purtroppo anche per chi la guarda e la continua maledettamente anche a subire.

Giuseppina Bonaviri

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