Assistenza psichiatrica dimenticata?

Una dura realtà quella che emerge dal dibattito dell’incontro del 23 marzo scorso presso la Casa di Cristallo sulla assistenza psichiatrica in provincia curato da Giuseppina Bonaviri, medico psichiatra, psicoterapeuta, dottore di ricerca in neuroscienze e candidata regionale IdV. “Dopo anni di lotte e di azioni concrete niente sembra emergere dalle rovine di una psichiatria ammuffita dietro le sofferenze dei tanti utenti e familiari che continuano a subire a discapito del loro stato di diritto alla salute disinteresse ed  abbandono”.

Un servizio pubblico blindato sulle responsabilità di dirigenti che da anni non riescono a dare risposte alle tante richieste locali, in un settore sempre più sofferente ed asfittico come la salute mentale. Queste le testimonianze degli intervenuti e tante le difficoltà di operatori che come i medici di continuità assistenziale notturna e festiva e di famiglia si trovano ad affrontare da soli situazioni  urgenti  con  pazienti in crisi acuta e familiari disperati in cerca di sostegno. O come la fascia delle criticità giovanili ed adolescenziali che, palleggiate da un servizio all’altro, non sono garantite da strutture di accoglienza pubblica sul territorio: emerge la volontà di associazioni e religiosi che si  fanno carico su base volontaristica di accogliere sofferenze e lutti (i suicidi tra i 15 e 24 anni sono la prima causa di morte nel mondo con costi sociali stimati in miliardi di dollari).

Una realtà dove norme legislative ingessate ed invecchiate non lasciano aperti spazi di confronto validi. Mancano sul nostro territorio la prevenzione, l’integrazione dei servizi, le buone pratiche, la razionalizzazione dell’organizzazione e del sistema informativo, l’informazione che dà formazione. Ci si continua a schermare, come è apparso anche in questa campagna elettorale, da discussione condivise fuori dai recinti di parte e dall’attivare un dibattito di sano confronto con la gente, con le utenze.

Unico dato certo e rassicurante rimane, fortunatamente, al momento uno stanziamento di 24 milioni di euro triennali che, per la piena attuazione al progetto obiettivo regionale sulla salute mentale (iniziato nel 1978) e per  la continuità terapeutica dei pazienti psichiatrici, è stato messo a disposizione  dalla regione Lazio agli enti locali sanitari per l’assunzione di  personale ed il miglioramento delle 12 strutture DSM presenti sul nostro territorio. Il finanziamento del 2010 e 2011 sarà erogato sulla base di progetti di ristrutturazione presentati dalle ASL alla Regione. Speriamo solo che i nostri amministratori abbiano provveduto nei tempi previsti dalla riprogrammazione del Piano straordinario alla presentazione della domanda.

1 Commento

  • michela Reply

    28 Marzo 2010 at 13:21

    Un servizio pubblico blindato sulle responsabilità di dirigenti che da anni non riescono a dare risposte alle tante richieste locali, in un settore sempre più sofferente ed asfittico come la salute mentale. Queste le testimonianze degli intervenuti e tante le difficoltà di operatori che come i medici di continuità assistenziale notturna e festiva e di famiglia si trovano ad affrontare da soli situazioni urgenti con pazienti in crisi acuta e familiari disperati in cerca di sostegno…….
    Salve sono una ragazza di 30 anni, che ha vissuto e vive di prima persona l’interesse e lla sofferenza del problema della Salute mentale, come studentessa in materie inerenti,come volontaria presso associazioni e purtroppo come reduce da due suicidi di persone a me care che mi hanno portato a convivere con quel male oscuro che è la Depressione e gli atacchi di panico… Queste tematiche fanno paura, vengono allontanate e a volte banalizzate…
    Voterò per lei…per la sua sensibilità in questa e in altri ambiti importanti, per il suo lavoro, e perchè le donne hanno una marcia in più!!!
    Auguri Giusy!!!

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