Sull’acqua pubblica

La discussione sull’acqua pubblica ritorna attuale. Qualche giorno fa, grazie alla pregressa costituzione di una Azienda speciale consortile, la provincia di Agrigento è divenuta la prima a livello nazionale a rispettare la volontà popolare espressa a larghissima maggioranza con i referendum del 2011. Infatti, proprio per la prima volta in Italia ed in Sicilia è un ente di diritto pubblico che torna a gestire le risorse idriche a livello provinciale “garantendo la partecipazione ed il controllo democratico delle cittadinanze territoriali”.
Finora era stata la città di Napoli – con la gestione di ABC ma solo a livello comunale – ad essersene riappropriata. Anche il Governo, nel giorno del suo nuovo insediamento, ha voluto parlare di come approvare la legge sull’acqua pubblica, completandone in tempi celeri l’iter legislativo in corso.
Aspettiamo fiduciosi che la proposta sia riesaminata.
Difendere la vocazione pubblica della gestione delle risorse idriche ed il futuro dell’acqua, un bene comunitario indiscutibile, è una scelta decisiva per la democrazia partecipativa avanzata. Oltre l’acqua, oggi, occorre tutelare in Italia anche altri beni di servizio pubblico come la scuola, la sanità e le infrastrutture che rappresentano le maggiori aree a garanzia del cittadino.
Giuseppina Bonaviri
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