5G e dazi

America e Cina, Europa e Cina, Italia e Cina: molte le implicazioni internazionali che passano da questi rapporti e la visita del Segretario americano Pompeo in Italia la dice lunga. Come sappiamo il nostro Paese ha inserito la tecnologia sperimentale 5G nelle disposizioni del Golden Power per tutelare il Paese da investimenti potenzialmente predatori mentre la dichiarazione congiunta, firmata dal Premier cinese con il Presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, prevede una collaborazione futura tra aziende cinesi ed europee nel settore del 5G.
All’interno di questo dibattito si inserisce quello dei dazi e delle guerre commerciali che investirebbe in pieno l’export agroalimentare italiano negli Usa, un business da circa 7 miliardi di dollari l’anno – circa un miliardo di euro per l’agroalimentare Made in Italy – con un danno alla filiera italiana a partire dal parmigiano, prosciutto, mozzarelle. Va ricordato che gli Stati Uniti sono il secondo mercato estero, dopo la Francia, per l’export di Parmigiano.
Ciò causerebbe un risentimento anche sui consumatori italiani e sull’industria casearia che dovrebbero di conseguenza far fronte a possibili rialzi del prezzo del latte.
Questo scenario, in una Nazione come la nostra, che vive anche di piccole e medie imprese inserite in un circuito di mercato estero, diverrebbe davvero una questione seria.
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