Dedicato a te, a te che di lavoro muori

Le stime dell’Inail dall’inizio dell’anno parlano di 416 mila incidenti sul lavoro di cui 685 con esito mortale, una media di 3 lavoratori al giorno, più nelle fabbriche che in agricoltura, più al Nord che al Sud. Una vera “strage” se si considerano i 17 mila decessi avvenuti negli ultimi 10 anni. L’associazione Anmil denuncia le promesse disattese dei governi che si sono succeduti in questi anni e quanto al contrario, invece, necessiterebbero investimenti seri nella formazione e nella prevenzione, con la creazione di una banca dati unica ed una reale integrazione tra Inail, Asl ed Ispettorato del lavoro. Ed ecco,allora, che l’iniziativa dei nuovi ministeri del Lavoro e della Salute di convocare un tavolo ed avviare una trattativa con le parti sociali è faccenda importante anche se purtroppo sembrerebbe -ad una prima lettura- confermata l’assenza di un tema tanto importante e spinoso tra i disegni di legge collegati alla Legge di Bilancio.

Esistono però, già, le linee base scritte sulla carta e disegnate dal governo che riguardano una sorta di patente a punti per incentivare le imprese virtuose e penalizzare le altre; un rafforzamento degli organi ispettivi; gli investimenti in formazione. Per accorciare i tempi di attesa, nel rispetto che sempre merita la vita, sarà prioritario fare crescere la spesa in tecnologia ed in particolare nell’ambito della sicurezza 4.0 a partire dal lavoro elettronico, dalla smart safety, dall’enhanced operator, dalla realtà virtuale applicata alla formazione oltre ai progetti di cooperazione e alla costruzione di droni e caschi con sensori di monitoraggio in tempo reale. A volte basta una manciata di secondi ed oggi lo dedichiamo a te, a te che di lavoro muori.

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