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	<title>giuseppinabonaviri &#8211; Giuseppina Bonaviri</title>
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		<title>Essere e Avere</title>
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				<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 15:19:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Visione]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">Prima di passare a trattare per sommi capi del rapporto tra Essere e Avere, tra individui e gruppi sociali è obbligo ricordare che, secondo studi portati avanti da Fromm, il tema dell&#8217; autorità &#8211; in termini di &#8220;autorità razionale&#8221; e &#8220;autorità inibitoria&#8221; con una distinzione molto chiara tra autorità e autoritarismo &#8211; sta ad indicare una prima distinzione nella relazione interpersonale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;autorità non è una qualità: si riferisce al rapporto in cui una persona considera un&#8217;altra superiore a se stessa. L&#8217;autorità razionale è il processo per cui, un rapporto che nasce da una differenza gerarchica (esempio insegnante ed alunno), riconosce la superiorità effettiva dell’altro che non opera in termini di sfruttamento. E&#8217; un rapporto in cui la parte superiore offre all&#8217;altra una serie di strumenti che le consentono di avvicinarsi al suo livello dunque un rapporto di scambio reciproco su base affettiva positiva. Si parla invece di autorità inibitoria quando il rapporto di sudditanza viene mantenuto e consolidato da chi ha potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Se prendiamo in considerazione le diverse forme di autorità (padrone-operaio, padre-figlio, moglie-marito) meglio i grandi temi della vita sociale in un&#8217;ottica psico-sociologica influenzata da &nbsp;fattori culturali e sociali ci accorgeremo che ciò sta alla base dello sviluppo della personalità. Anche il conformismo dilagante nella società moderna, l&#8217;assunzione acritica e automatica dei modelli di comportamento proposti dalla società comportano l&#8217;annullamento della personalità dell&#8217;individuo. Si tratta di un meccanismo psicologico di difesa che serve per fuggire dalla paura e dalla solitudine, in ultima analisi dalla libertà. L&#8217;uomo cessa di essere un atomo isolato attraverso la libertà positiva con la realizzazione spontanea e completa della sua personalità e dei rapporti che lo legano agli altri come al lavoro e alla creatività.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo la libertà positiva garantirà la possibilità di un&#8217; autentica democrazia mentre l&#8217; alienazione, quale effetto del capitalismo sulla personalità umana, caratterizzerà i rapporti dell&#8217;uomo con il lavoro, con gli altri uomini, con le cose, con se stesso. In una società la cui principale preoccupazione è la produzione economica più che l&#8217;aumento della produttività creativa dell&#8217;uomo, l&#8217;uomo perde il predominio ed è estraniato dal mondo che egli stesso ha creato, dal suo governo, da se stesso. Se si lascerà che le tendenze attuali si sviluppino senza controllo, ne risulterà una società malata, costituita da uomini alienati. L&#8217;ipotesi di una società &#8220;mentalmente sana&#8221; in cui l&#8217;uomo sia il centro dell&#8217;interesse delle attività economiche e produttive evidenzia l&#8217;alternativa tra il sistema capitalistico e la dittatura totalitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;&nbsp; <strong>Avere</strong> è il modello tipico di una società industrializzata costruita sulla proprietà privata e sul profitto che conduce all&#8217;identificazione dell&#8217;esistenza umana con la categoria del possesso. Io sono le cose che possiedo, se non possiedo nulla la mia esistenza viene negata. In tale condizione l&#8217;uomo possiede le cose ma è vero&nbsp; inversamente che le cose possiederanno l&#8217;uomo. L&#8217;identità personale, l&#8217;equilibrio mentale si fonda sull&#8217;avere le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;&nbsp; <strong>Essere</strong> è l&#8217;altro modo di concepire l&#8217;esistenza dell&#8217;uomo ed ha come presupposto la libertà e l&#8217;autonomia che finalizza gli sforzi alla crescita e all&#8217;arricchimento della propria interiorità.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo che si riconosce nel modello esistenziale dell&#8217;essere non è più alienato, è protagonista della propria vita e stabilisce rapporti di pace e di solidarietà con gli altri. Un gruppo fondato sull&#8217;essere, liberato dalla categoria dell&#8217;avere, garantisce a livello politico e nell&#8217;ambito del lavoro la partecipazione democratica di tutti gli uomini. Non si deve fuggire dalla libertà cedendola per combattere la solitudine sociale.</p>

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		<title>Si riparte!</title>
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				<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 13:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giuseppinabonaviri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">Dopo questa campagna elettorale, per me la prima, si riprende con slancio. Guardare avanti con decisione e vigore, su istanze etiche senza margini di mediazioni considerato anche il risultato incoraggiante che ci consente di reinterpretare il rapporto tra politica e società in un percorso inedito. Definire la piattaforma programmatica futura sull&#8217;alternativa di valori prima che politica ci appare prioritario.</p>
<p style="text-align: justify;">Tenendo fede al lavoro portato avanti finora &#8211; l’affare morale sia al primo posto &#8211; il nostro impegno riparte dalle criticità locali di una sanità trasparente, fuori da verità nascoste. Le perdite finanziarie delle aziende sanitarie laziali per il 2009 vedono un buco di circa 1.400 milioni di euro che sommato al trascinamento di una perdita 2008 di circa 180 milioni porta ad un totale di disavanzo di circa 1.600 milioni di euro. Dopo le coperture straordinarie derivanti dalla fiscalità aggiuntiva regionale, dal fondo transitorio e da risorse regionali il disavanzo di gestione 2009 risulta di circa 420 milioni. Anche qui &#8220;non essendo plausibile l&#8217;ipotesi di rinvenire nel bilancio regionale altre risorse, bisognerà ricorrere ai Fondi FAS per circa 420 milioni di euro. Rimangono inoltre da affrontare i principali nodi strutturali quali protocolli d&#8217;Intesa con le Università, la mancata contrattualizzazione delle prestazioni e delle funzioni erogate dagli ospedali classificati e dagli IRCCS privati, la riorganizzazione della rete ospedaliera, il ritardo che si registra nel processo di accreditamento definitivo”.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutto questo la Asl ciociara è la più virtuosa del Lazio in quanto a perdite finanziarie?</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sentiamo di condividere le considerazioni del Segretario Regionale di Cittadinanzattiva che sottolinea, invece, come <em>“la Asl di Frosinone non risulta sicuramente tra le più virtuose per i servizi erogati ai cittadini anzi è tra quelle più in sofferenza”</em> per quanto riguarda le prestazioni sanitarie. Se risparmio c’è stato è stato fatto solo sulla pelle dei cittadini che continuano nella quotidianità a fare i conti con abusi e disservizi: enormi sprechi per le troppe consulenze esterne e &nbsp;per l’esasperata esternalizzazione dei servizi, mancato potenziamento dei servizi territoriali, eccessiva precarizzazione. In sintonia con il Tribunale dei diritti del malato, le Associazioni di volontariato e tutela dei diritti del cittadini si intende istituire un Tavolo di confronto con le IdV forze politiche, sindacali ed istituzionali della nostra provincia per attualizzare un sereno dibattito e avviare la costituzione di un Osservatorio territoriale di vigilanza ed informativo aperto ai cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppina Bonaviri<br />
Medico psichiatra, Dottore di Ricerca in Neuroscienze, IdV</p>

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		<title>Assistenza psichiatrica dimenticata?</title>
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				<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 22:51:31 +0000</pubDate>
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			<p style="text-align: justify;">Una dura realtà quella che emerge dal dibattito dell’incontro del 23 marzo scorso presso la Casa di Cristallo sulla assistenza psichiatrica in provincia curato da Giuseppina Bonaviri, medico psichiatra, psicoterapeuta, dottore di ricerca in neuroscienze e candidata regionale IdV. “Dopo anni di lotte e di azioni concrete niente sembra emergere dalle rovine di una psichiatria ammuffita dietro le sofferenze dei tanti utenti e familiari che continuano a subire a discapito del loro stato di diritto alla salute disinteresse ed &nbsp;abbandono”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un servizio pubblico blindato sulle responsabilità di dirigenti che da anni non riescono a dare risposte alle tante richieste locali, in un settore sempre più sofferente ed asfittico come la salute mentale. Queste le testimonianze degli intervenuti e tante le difficoltà di operatori che come i medici di continuità assistenziale notturna e festiva e di famiglia si trovano ad affrontare da soli situazioni &nbsp;urgenti &nbsp;con&nbsp; pazienti in crisi acuta e familiari disperati in cerca di sostegno. O come la fascia delle criticità giovanili ed adolescenziali che, palleggiate da un servizio all&#8217;altro, non sono garantite da strutture di accoglienza pubblica sul territorio: emerge la volontà di associazioni e religiosi che si&nbsp; fanno carico su base volontaristica di accogliere sofferenze e lutti (i suicidi tra i 15 e 24 anni sono la prima causa di morte nel mondo con costi sociali stimati in miliardi di dollari).</p>
<p style="text-align: justify;">Una realtà dove norme legislative ingessate ed invecchiate non lasciano aperti spazi di confronto validi. Mancano sul nostro territorio la prevenzione, l’integrazione dei servizi, le buone pratiche, la razionalizzazione dell’organizzazione e del sistema informativo, l’informazione che dà formazione. Ci si continua a schermare, come è apparso anche in questa campagna elettorale, da discussione condivise fuori dai recinti di parte e dall&#8217;attivare un dibattito di sano confronto con la gente, con le utenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Unico dato certo e rassicurante rimane, fortunatamente, al momento uno stanziamento di 24 milioni di euro triennali che, per la piena attuazione al progetto obiettivo regionale sulla salute mentale (iniziato nel 1978) e per&nbsp; la continuità terapeutica dei pazienti psichiatrici, è stato messo a disposizione &nbsp;dalla regione Lazio agli enti locali sanitari per l’assunzione di&nbsp; personale ed il miglioramento delle 12 strutture DSM presenti sul nostro territorio. Il finanziamento del 2010 e 2011 sarà erogato sulla base di progetti di ristrutturazione presentati dalle ASL alla Regione. Speriamo solo che i nostri amministratori abbiano provveduto nei tempi previsti dalla riprogrammazione del Piano straordinario alla presentazione della domanda.</p>

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		<title>Donne separate, diritti negati</title>
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				<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 22:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giuseppinabonaviri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">Donne costrette a districarsi tra figli, lavoro e mariti che non pagano gli alimenti, donne che vogliono organizzarsi e fare fronte comune per difendersi da ex che non adempiono ai doveri e da leggi che non le tutelano. L’incontro è stato richiesto da un gruppo di donne separate a Giuseppina Bonaviri Candidata regionale IdV. Sollecitata da alcune amiche, la Bonaviri le ha incontrate presso la Casa di Cristallo, sede attuale del suo comitato elettorale. Ciascuna ha raccontato la sua storia per affermare con forza il diritto a essere rispettate.</p>
<p style="text-align: justify;">Figli da seguire, lavoro che va e viene e poi la lotta quotidiana per affermare i diritti garantiti da una sentenza di separazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Anno dopo anno le sentenze si accumulano negli archivi del tribunale. E a rimetterci sono spesso loro: ex mogli, mamme a tempo pieno che hanno lasciato il lavoro per accudire ai figli . «Dichiarano redditi corrispondenti a zero i nostri ex. Una vergogna. Garantiscono nell&#8217;aula del tribunale di pagare assegni mensili, necessari al sostentamento di figli che sono anche loro. E poi alla scadenza siamo costrette a lottare per avere gli alimenti».</p>
<p style="text-align: justify;">La legge non ci tutela e poi serve la sensibilità di chi la applica affinché i buoni propositi si traducano in azioni concrete. Le leggi&nbsp; salvaguardano la famiglia solo sulla carta». Nella Casa di Cristallo&nbsp; è stata simbolicamente sottoscritta una intesa con proposte concrete che&nbsp; vuole rivolgersi al mondo della politica ma anche alla piazza, alla gente comune «che non conosce le nostre difficoltà quotidiane». Loro chiedono concretezza dalle istituzioni. La Bonaviri sta pensando ad un convegno pubblico con personaggi femminili di rilievo che si facciano portavoce dei problemi e garantiscano risposte: avvocatesse, politiche, ministre e chiunque abbia voglia di schierarsi a fianco di queste mamme. «Trovare lavoro per chi si avvicina ai 50 anni &#8211; affermano le separate &#8211; non è impresa facile anzi&nbsp; un’arma a doppio taglio; talvolta dietro alla rabbia, poi, c’è anche la violenza subita da parte di uomini che agisco in casa con abusi su donne e bimbi».</p>
<p style="text-align: justify;">Le proposte emerse: chiedere assistenza sociale e psicologica alle donne separate o divorziate o in attesa di separazione e divorzio o abbandonate; agire nei termini consentiti affinché siano cambiate le procedure giuridiche con cui sono assegnati gli alimenti così da renderle più snelle e concrete, di intervenire per eliminare eventuali inadempienze dagli obblighi stabiliti dalla legge anche in presenza di evasioni od elusioni fiscali; avvicinare la normativa del diritto di famiglia e corresponsione degli alimenti del nostro paese a quella degli altri paesi dell&#8217;UE, più favorevole alle donne; favorire l&#8217;inserimento delle donne divorziate e separate nel mercato del lavoro; di sostenere e garantire il diritto all&#8217;educazione e all&#8217;istruzione dei figli minori delle donne separate e divorziate; promuovere, nei termini consentiti dalla legge, lo snellimento delle procedure giudiziarie in tempi brevi al fine di tutelare gli interessi primari dei minori e di evitare ulteriori aggravi economici alle donne che si separano; far riconoscere, in termini economici, all&#8217;atto della separazione, il lavoro che la donna ha svolto negli anni di matrimonio in qualità di collaboratrice domestica ed educatrice dei figli considerato l&#8217;impegno assunto in questo senso nella maggior parte dei casi da parte delle donne e la normativa vigente relativa alla parità dei diritti e dei doveri di uomini e donne.</p>

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		<title>La solitudine esistenziale dell’uomo precario. L’esasperazione come lacerazione sociale.</title>
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				<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 11:48:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">Ad un lavoratore del nuovo mercato globale sono richiesti dei requisiti di personalità fondamentali per la sua sopravvivenza lavorativa e per la sua carriera: l’adattabilità e la flessibilità. “Nei paesi centrali a capitalismo maturo si conferma l’omogeneità tendenziale dei lavoratori e del lavoro, con la riduzione progressiva della divisione tra lavoro manuale ed intellettuale, che annulla le differenziazioni basate sul titolo di studio; un lavoro&nbsp; che esige tanto dai lavoratori regolari quanto dai precari, un’adattabilità a qualsiasi esigenza del processo produttivo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Analizzando lo scenario della flessibilità lavorativa ed osservando con sensibilità le conseguenze&nbsp; sulle vite personali possiamo dire che la flessibilità quale indice di capacità di resistere ad una forza sia quella di tornare alla situazione precedente. Dal punto di vista ideale, il comportamento umano dovrebbe avere le stesse caratteristiche: sapersi adattare al mutare della circostanze senza farsi spezzare. Flessibilità e adattabilità a prima vista fanno pensare alla capacità d’apertura al cambiamento, alla libertà di agire e di scegliere seguendo la propria indole; in realtà rappresentano risposte a situazioni in cui si rischia di rimanere in balia degli eventi, dovuti, in questo caso, alla precarietà della realtà lavorativa. Diventa necessario essere flessibili ed adattabili per sopravvivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando un lavoratore, per motivi che rispondono esclusivamente a leggi produttive o di mercato, è declassato o non si vede riconosciuto nelle proprie attitudini, subisce, sul piano psicologico un danno, spesso sottovalutato se non del tutto ignorato: l’identificazione lavorativa, l’autostima, il sistema delle sue motivazioni, l’organizzazione delle sue personali sicurezze vengono meno. Ciò crea una habitus mentale caratterizzato da malessere, dal timore di non poter tornare ad avere più una vita personale adeguata e, l’angoscia legata alla consapevolezza di non riuscire ad assolvere i bisogni primari, diventa un processo che rende precario tutto il vivere sociale. Questa condizione di precarizzazione, di rischio e d’incertezza che investe ogni forma di lavoro e dentro cui&nbsp; anche la posizione più privilegiata può rivelarsi meramente temporanea &nbsp;conduce a sentimenti dove l’insicurezza strutturale e la disseminazione di paure fondano l’insorgere di un malessere&nbsp; volubile e incapace di vivere da “contemporaneo” gli avvenimenti dell’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si partecipa e si ha la costante sensazione di restare indietro in rapporto alla vita e asintonici col divenire quotidiano. Si aggiunge cosi il sentimento d’impotenza, ovvero quello che comunemente e fisiologicamente accompagna la vecchiaia: la consapevolezza di non essere in grado di seguire il ritmo espansivo della vita e di vedere l’avvenire come un rapido incamminarsi verso la morte. Quando l’avvenire diventa irraggiungibile può spuntare uno stato di disagio nella persona meglio definibile come stato depressivo che graverà ancor più sull&#8217;economia di un paese e sul controllo dell’individuo. Sono fondamentali, in uno stato di diritto e di libera democrazia, misure politiche che garantiscano &nbsp;cittadinanza contro l’umiliazione di una esclusione sociale fallimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppina Bonaviri<br />
Candidata Regionale IdV Lazio</p>

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		<title>Mio padre, Giuseppe Bonaviri</title>
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				<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 16:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giuseppinabonaviri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giuseppe Bonaviri]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">“Questa storia comincia da Mineo, il mio paese, che si trova in Sicilia. Secondo la leggenda fu fondato da Ducezio, re dei siculi. Mineo è il luogo dei confusi primordi, degli umori declinati lungo la corda della miseria e della fatica del vivere ma soprattutto spazio di invenzione. Dal microcosmo di Mineo ho assorbito alcuni miti che sono stati determinanti per la struttura dei miei romanzi. Ai miei occhi di ragazzo infatti appariva popolato di deità naturali come il vento ed il sole, la pioggia. Il vento soprattutto che non ha mai solo una voce perché il suo odore, il suo lamento o fruscio, il suo gran piangere notturno nell&#8217;inverno cambiano da stagione a stagione e da giorno a giorno”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ero piccola e fuori pioveva; mio padre mi raccontava, e ancora mi pare di udirlo, che a Mineo&nbsp; paese povero nel Convento dei Cappuccini, dove ogni ora i frati bussano alle porte dei loro confratelli dicendo-ricordati che devi morire!- c’erano seimila volumi tutti ordinati con amore dai monaci. Mineo, paesino dominato dagli spazi astrali dove la cultura non era quella degli uomini illustri o letterati o studiosi del pensiero umano ma degli artigiani e dei contadini, Mineo con la sua pietra della poesia, con i suoi carrettieri, con le sue leggende, con il fico d&#8217;india emblema spinoso della Sicilia, fiera ed ombrosa. Rimanevo affascinata&nbsp; e sgomenta : quel monticello a sinistra nella strada che sale a Mineo dove ogni anno-diretti in vacanza da mia nonna, donna Papè &#8211; ci si fermava ad omaggiare nascondeva inestimabili tesori. Nei secoli nessuno era riuscito ad impossessarsene! Narra la storia che il cucuzzolo di quella piccola altura &nbsp;si sarebbe aperto solo se un uomo da Mineo lo avesse raggiunto a piedi portando in bocca dell’olio che doveva sputare al suo arrivo lì. No proprio nessuno era riuscito in quella impresa! Chissà forse avrei potuto farcela io -mi dicevo ogni volta- ben sapendo che i segreti celati nel profondo non si possono profanare come nessun&nbsp; moto dell’animo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella terra maestra, terra di dolori e di infiniti ricordi, odorosa e morbida come solo una madre terra può essere, dove artemisia nasce e ortica bianca a ciuffi. Mi raccontava mio padre, con una cadenza cantilenata e vibrante, che nelle botteghe dei falegnami, dei calzolai, dei sarti ci si raccoglieva nelle ore calde ad ascoltare storie di “nonni” che camminavano su muri ed entravano dalle fessura della porte: “non si fanno vedere mai ed amano cambiare i bambini belli con quelli brutti ed ammazzano le persone che dormono….”. Ed io, atterrita, rimanevo ammutolita al fascino di quelle fiabe- che forse reali erano- e, subito dopo, ruzzolando sulla schiena di mio padre ridevo e volavo con lui su quei “cavalli verdi che trasportavano bambini poveri in castelli ricolmi di pane e companatico” .</p>
<p style="text-align: justify;">Un legame immenso, ineludibile, ancestrale mi lega a lui e la sua storia è la mia. Tessendo fili di memoria lo incontro: mio padre quell&#8217;uomo che parlava della ore bianche e nere, quell&#8217;uomo che con la sua magia struggevole reinterprò l’universo.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppina Bonaviri<br />
Marzo 2010</p>

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		<title>Facciamo una politica sostenibile nel Lazio</title>
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				<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 14:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giuseppinabonaviri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">Negli ultimi tre anni, i problemi del cambiamento climatico hanno imposto al mondo intero una maggiore attenzione verso i temi ambientali che, da vincolo, sono diventati forte opportunità economica.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dal convegno delle Nazioni Unite di Bali di Dicembre 2007, infatti, il mondo ha decisamente preso la strada della sostenibilità ambientale, rinforzata ulteriormente dalle elezioni di Barack Obama quale nuovo Presidente degli Stati Uniti nel 2008, ed infine dal Summit di Copenaghen di fine 2009.<br />
Il 2010 sarà l&#8217;anno per UE di un accordo globale sul clima, che darà formalmente l&#8217;avvio ad un nuovo paradigma economico e culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, questo si riscontra nel nuovo atteggiamento delle grandi corporations, ma anche delle piccole e medie imprese, che pressate dalle nuove esigenze di un consumatore diventato consapevole delle proprie scelte di investimento e da politiche ambientali sempre più severe, si muovono ormai decise verso il cosiddetto green business.<br />
E’ sempre il “cittadino – consumatore” a indicare una traccia per cambiamenti epocali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è da questa consapevolezza che la politica e le amministrazioni dovrebbero partire soprattutto in ambito locale.<br />
Il tema della sostenibilità &#8211; ambientale, dei consumi, della crescita economica &#8211; va posto al centro dell&#8217;agire politico se intendiamo determinare una migliore qualità di vita.<br />
E&#8217; questo un segno di rispetto per noi tutti. Credo che questa sfida vada colta dall’IdV e da tutto il Centro Sinistra del Lazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo il sostegno di tutti.<br />
Dedichiamoci a costruire scelte virtuose, rispettose dell&#8217;ambiente e di noi stessi.<br />
Mettiamo “l&#8217;ambiente-territorio” al centro del nostro agire quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppina Bonaviri<br />
Candidata al Consiglio Regionale IdV</p>

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		<title>Crisi anche al mercato. E gli ambulanti?</title>
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				<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 06:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giuseppinabonaviri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">Appello di Giuseppina Bonaviri, Candidata alle Regionali alle Istituzioni territoriali per sensibilizzare un dibattito sulle attuali criticità degli ambulanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle mie visite presso i mercati rionali del nostro territorio frusinate: vendite in calo dal 20% al 40% a seconda delle merci per danni stimati fra i 300 e i 600 mila euro all&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">E chi non ce la fa più?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Sveglia quando fa buio pesto, scaricare il furgone mentre la città dorme ancora e smontare di nuovo tutto dopo poche ore. Stesso copione ogni giorno dell’anno. Neve, vento, afa, nessuna differenza”. </em>Questo mi dice Michele un ambulante che ho incontrato al mercato di Castro dei Volsci.</p>
<p style="text-align: justify;">In ballo da mattina a sera sulle strade di città gli ambulanti vendono la propria merce ai cittadini di un quartiere, ogni giorno uno diverso.<br />
Ma se fino a poco tempo fa i conti a fine mese tornavano, la crisi di oggi affonda invece i denti anche sugli incassi degli ambulanti che lavorano quotidianamente nei&nbsp; mercati della nostra provincia. La gente spende meno, compra appena il minimo indispensabile e molti banchi sono quasi deserti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“È un calo generalizzato trasversale che colpisce un po’ tutti gli ambulanti , non conviene nemmeno montare il banco”</em> mi dicono Claudio e Franca una coppia di giovani ambulanti con due figli che studiano.<em> “Si affitta la propria autorizzazione a vendere, spesso a extracomunitari e nel frattempo ci s’inventa altro per sbarcare il lunario. Nel settore abbigliamento e biancheria i cali degli incassi sono tra i più forti”.</em><br />
<em>&#8220;Gli affari vanno proprio male &#8211; mi dicono ad un banco di salumi e formaggi di Amaseno &#8211; guadagniamo almeno il 30 per cento in meno e i conti è difficile farli quadrare&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il mercato è frequentato per lo più da pensionati nei piccolissimi centri della nostra provincia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Oggi mi chiedono il prezzo anche di un rasoio e c’è chi, visti i tempi di crisi, scoraggia anche i figli a proseguire la carriera di famiglia. L’ho già detto a mio figlio che il nostro mestiere sta morendo bisogna sperare in tempi migliori”. “A complicare la vita nei mercati rionali ci si mette anche il fenomeno dell’abusivismo. Anche la carta d’esercizio approvata dalle Regioni, un documento con fotografia che certifica l’attività dell’ambulante, è uno strumento utile.&nbsp; Un forte deterrente ma che anche i Comuni devono recepire però in modo tale che non circolino più fotocopie: così sarà più difficile avere una licenza senza essere in regola con fisco e previdenza. C’e poi il presunto giro di affari legato allo sfruttamento di concessioni per il commercio ambulante”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Si apre uno scenario oscuro sul quale le amministrazioni devono fare luce per garantire la legalità.<br />
Conoscere il quadro completo delle autorizzazioni per il commercio su aree pubbliche, chi e quanti sono i titolari di licenze che operano direttamente istituendo un osservatorio permanente sul fenomeno al fine di acquisire costantemente informazioni e valutazioni specifiche.</p>

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		<title>Politiche low cost salute hi cost</title>
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				<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 07:16:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">Oggi, 4 marzo 2010 avrà inizio la mia campagna elettorale con una tavola rotonda che si terrà a Frosinone nella sala cinema ARCI, stazione ferroviaria per discutere sulla qualità dell&#8217;ambiente e della vita, sul benessere e sullo sviluppo sostenibile. Il rapporto tra ambiente e salute è per natura complesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo ancora studiarlo a fondo. L’ambiente deve essere in armonia con l’uomo, solo così otterremo una qualità dell’ambiente e dei livelli di contaminazione che non diano luogo a trasformazioni dannose né mettano a rischio la salute dell&#8217;uomo. Il programma di azione per l’ambiente della comunità europea propone di approfondire la ricerca per capire meglio il legame tra l’inquinamento e la salute, di sviluppare norme sanitarie attente ai gruppi più vulnerabili della società (bimbi, anziani, disabili), sviluppare una strategia antinquinamento, riformare il nostro sistema di verifica delle sostanze chimiche. Bisogna agire sul fronte prevenzione dei rischi. Prevenire oggi per stare bene domani (a che punto è lo screening epidemiologico nella valle del sacco?).</p>
<p style="text-align: justify;">Stasera&nbsp; tenteremo di &nbsp;fare una prima riflessione affinché possa decollare una campagna di sensibilizzazione e di adeguamento alle normative europea che prevedono la costituzione di mappe sull&#8217;inquinamento per la pianificazione territoriale, promuovendo marchi di qualità ecologica, creando figure e profili di pianificatori e comunicatori ambientali,diffondendo le informazioni sulle tecniche di prevenzione a tutela ambientale (es. riuso e riciclo rifiuti, inquinamento acustico e luminoso), o centri di ricerca autoctoni &#8211; polo di ricerca valle del sacco &#8211; per analisi&nbsp; biologico-mediche e programmazione di progetti ambientali e agricoli coordinati da magari da Università di cassino e da&nbsp; istituti regionali e nazionali. Idv propone la creazione di un catasto di siti inquinanti regolarmente censiti e a roma l’AMA ha già censito 642 discariche abusive. Si proporne la istituzione di&nbsp; un garante unico regionale con poteri di indagine e sanzioni su acque e rifiuti supportato da organismi partecipativi &nbsp;e l&#8217;attuazione di un bilancio partecipativo in tutti i comuni della valle. Inoltre ci teniamo a chiedere il rispetto del piano territoriale paesistico regionale nei comuni della valle</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo però l’ambiente continua ad essere monitorato solo per obbligo normativo e tale monitoraggio è disconnesso attualmente rispetto ad una reale conoscenza del fenomeno salute-malattia della popolazione. Gli indicatori di salute ambientali analizzati da ISS dicono che il lazio è al di sotto della soglia limite.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziando dall&#8217;apprendere il valore della responsabilità verso gli altri e l’ambiente potremo creare un laboratorio per lo sviluppo e la diffusione di una nuova cultura.La nostra scelta attenta e rispetto a all&#8217;ambiente e alla salute farà la differenza.</p>

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		<title>L&#8217;Acqua. Un bene prezioso</title>
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				<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 20:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giuseppinabonaviri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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								<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="container"><div class="row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p style="text-align: justify;">Si è costituito intorno alle proposte di programma della Dott.ssa Giuseppina Bonaviri, Candidata alle Consiglio Regionale del Lazio IDV, un Movimento di persone e di pensiero &nbsp;per approfondire e sensibilizzare un dibattito su specifiche aree di attuale fragilità del nostro territorio quali temi sociali, stili in politica, legalità nelle istituzioni, etica dei rapporti interpersonali, giovani e donne in una Europa che avanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Portiamo, innanzitutto, all&#8217;attenzione dell’opinione pubblica la selvaggia privatizzazione dell’acqua. Sappiamo tutti che l’acqua è un bene primario e che averla ferocemente privatizzata ha costituito un evidente peggioramento della qualità e delle condizioni del servizio, un profitto a pochi e ai tanti bollette da usura. L’acqua non è una merce che si scambia ma un bene pubblico, un diritto fondamentale di tutti e non può essere mercanteggiata ne può trasformarsi in multinazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo stime recenti ogni anno sono prodotte 200 mila tonnellate di rifiuti in plastica come conseguenza dei consumi di acqua minerale. Bere l’acqua dal rubinetto di casa è un’operazione molto semplice e naturale, invece, se garantiamo al cittadino igiene e controllo della rete idrica a partire dalla fonte. L’ acqua pura e viva, non imbottigliata ha memorie e racconta la storia dell’uomo, trasmette energie sane.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci appare necessario voler porre in essere tutte le norme previste di legge per sottrarre un bene come l’acqua alle logiche di mercato. Ecco perché domenica 28 febbraio la Candidata sarà presente, come altri Candidati della regione Lazio per IDV, su due piazze frusinate con banchetti per una petizione di modifica ed integrazione dello Statuto Comunale.</p>

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