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	<title>Politica &#8211; Giuseppina Bonaviri</title>
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	<description>Il mio Paese nel Cuore</description>
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		<title>I compromessi e lo sballo</title>
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				<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 11:40:22 +0000</pubDate>
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			<p>Avanzano le ore che ci separano dalla pandemia, ancora non del tutto scongiurata, mentre l’attivazione del Mes &#8211; diventata la nuova frontiera nella discussione politica spaccata su più fronti (si ipotizzano maggioranze alternative pur di accedere ai 37 miliardi ad interessi quasi zero da investire per le spese legate necessariamente all’emergenza Covid-19)- appare come la panacea per le questioni sanitarie tutte ancora aperte e difficilmente unificabili sul fronte regionale federalistico.</p>
<p>O dentro o fuori il governo che avrà o no la tenuta auspicata?</p>
<p>Il Mes nasce come fondo salva Stati per quei paesi che si fossero trovati fuori dal mercato obbligazionario con un conseguente controllo sui beneficiari e sulle condizioni politiche necessario ad assicurarsi che il prestito sia sempre onorato. Forse anche per questo non ha trovato molte adesioni da parte dell’Eurozona mediterranea.</p>
<p>L’Italia, d’altronde, in questo momento non appare essere in condizioni di emergenza sanitaria e poi a metà luglio ci sarà un vertice europeo importante dove il bel paese non intende arrivare con una immagine di stato debole.<br />
La cosa che meraviglia di più, però, è che ancora non si parla di cosa eventualmente poter realizzare con questo ricavato. La sanità ha dato prova di esserci, dove meglio dove meno, in questi difficilissimi mesi nonostante i tagli avvenuti negli anni passati e il numero di operatori sempre più eseguo che ha condizionato la sua gestione nel pubblico.</p>
<p>Le diseguaglianze apparse quanto mai evidenti nell’offerta quali-quantitativa dei servizi in questo periodo di crisi si ripercuotono sulla qualità di vita dei cittadini e di intere comunità. E allora, la domanda nasce spontanea: si vuole investire su un sistema centralizzato o sulla discrezionalità delle singole regioni? L’una o l’altra scelta potrebbero determinare o meno le caratteristiche e l’eccellenza del nostro modo di continuare a proporre e produrre salute pubblica.</p>
<p>Quali sono gli obiettivi che ci si vuole prefigurare? Quali i programmi e i tempi? Con quali partner?<br />
Bisogna avere le idee chiare e la certezza di verifiche costanti da parte del governo centrale sui territori che con questi chiari di luna potrebbero, invece, diventare il vero vulnus.</p>
<p>I compromessi e lo sballo della politica italiana, dunque, rischiano davvero di essere la vera ferita da risanare per evitare oggi più di ieri il tracollo e per proteggere quanto ancora di pulsante, equo e paritario esiste nel mondo degli umani.</p>

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		<title>L’ ITALIA CHE VA</title>
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				<pubDate>Fri, 26 Jun 2020 07:50:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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			<p>La pandemia ha radicalizzato le contraddizioni esistenti in Italia.</p>
<p>Quando viene tolta la sicurezza del diritto e della salute, anche solo ad una parte della comunità &#8211; pensiamo a quello che sta succedendo a Mondragone nella diffusione del virus “determinata” dall’occupazione abusiva degli immigrati &#8211; nessuno può considerarsi al sicuro.</p>
<p>Mancanza di tutele, sfruttamento, emarginazione, illegalità non consentono una gestione etica della crisi economica post covid.</p>
<p>Attivare una rete di garanzie sociali significa, dunque, combattere schiavitù e disuguaglianze azzerando propagande populiste fratricide a favore di proposte politiche, anche le più diversificate, e di proteste civili essenziali al dibattito ed al confronto a favore dello stato di diritto.</p>
<p>Questo è il presupposto di tutte le società evolute che favoriscono progresso ed eguaglianza indirizzato ad un futuro sostenibile a misura d’uomo.</p>
<p>Intanto il Senato ripristina i vitalizi ai parlamentari con tutti gli arretrati che andranno restituiti ai beneficiari a partire dall’ottobre 2018.</p>
<p>Proprio un bell’esempio di democrazia antipandemia a favore della casta!</p>

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		<title>LA CORSA A CHI È IL PIÙ BRAVO</title>
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				<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 08:29:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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			<p>Non solo in Ciociaria succede questo -nei partiti come tra gli amministratori- ma anche nella maggioranza governativa le tensioni lasciano presagire che la prossima corsa tra “leaders” si farà in solitaria, tutti contro tutti e tutti esclusivamente maschi. Un dato chiaro che preannuncia un ulteriore fallimento di chi è a capo di coalizioni e partiti in un momento in cui ci sarebbe -mai come in questa fase di riavvio- un fottuto BISOGNO DI UNITÀ, di seri PUNTI DI RIFERIMENTO e di un PROGRAMMA AGILE, CONDIVISO E CONCRETO. Gli Stati Generali potreberro rendersi utili?</p>
<p>I sondaggi parlano chiaro: l ’ELETTORATO MOBILE e del non voto, rabbioso e disgustato, sale ad oltre il 46%. Se si votasse domani (sondaggio Pagnoncelli del 14-05-2020 ) con Conte alla giuda del Movimento 5stelle, il Pd scenderebbe al 17,3% mentre se Conte si presentasse con una sua lista (Con Te?) il Pd arriverebbe al 15,8%, un dato che ci preoccupa non poco se consideriamo che l’attuale minoranza, coalizzata, raggiungerebbe il 51%. Ma sappiamo che la sinistra è abituata a fagocitare i suoi uomini migliori, salvo poi pentirsene a danno irreparabile.<br />
E&#8217; solo aspettando le ELEZIONI DELLE 6 REGIONI che andranno al voto a settembre che si potrà dire chi rimarrà alla guida o chi invece dovrà dimettersi. Per il Pd vincere solo in Campania sarebbe davvero troppo poco con una larga rappresentanza della segreteria nazionale e il suo direttivo in piena attività di governo.</p>
<p>È chiaro, allora, che l’idea di dare vita ad un PARTITO NUOVO E LARGO, quello che Zingaretti oggi implora, non nasce certo su traiettorie vincenti locali come ad esempio la Tav ciociara -che benvenuta sempre sia- mentre dovrebbe assolutamente attraversare i territori che, come il nostro, possono diventare volano della trasformazione e decisivi per un CAMBIAMENTO prospettato anche rispetto la sua classe dirigente.</p>
<p>Nell ’AGENDA DEL PD PROVINCIALE, non può allora ritrovarsi come punto cardine solo quello dell’ urgenza di portare a termine un convegno anche se da tempo auspicato (che ben venga!) o la giusta riapertura post covid a norma dei circoli cittadini o ancora la preoccupazione di definire deleghe comunali insignendo lustrini ( ci si chiede quali siano i criteri adottati in queste graduatorie, scelti da chi, su quali basi ) solo per singole amministrazioni cosiddette allineate, lasciando ORFANO tutto il restante entroterra in un momento in cui il rilancio deve costruirsi su LOGICHE PARITARIE, DISTRIBUITE EQUAMENTE.</p>
<p>BANKITALIA, oggi, stima un fardello di 94.000 euro per famiglia (40 mila euro per ogni italiano) con il debito pubblico aumentato durante questa pandemia ed un DEBITO delle stesse amministrazioni locali di più 0,8% miliardi, con una lista di attesa di 656mila CASSA INTEGRATI IN CODA e che da marzo aspettano ancora di ricevere l’ammortizzatore come previsto dal decreto Cura Italia.</p>
<p>Non ci si può semplicemente accontentare di continuare a tappare i buchi quando esistono sul piatto della bilancia nazionale PROPOSTE DI RIFORME E PIANI DI RILANCIO seri che aspettano di diventare realtà.</p>
<p>Certi che il nostro Partito voglia aprire da subito un DIBATTITO sulla modernizzazione del sistema, fuori dal palazzo per consegnare fatti alla nostra comunità, perché nessuna e nessuno resti indietro e solo, noi rimaniamo in attesa: sempre operativi e sintonizzati.</p>

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		<title>PARLANDO DI ALTRO SI PARLA DI COVID</title>
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				<pubDate>Fri, 12 Jun 2020 15:07:35 +0000</pubDate>
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			<p>Il <strong>Covid-19</strong> non è sconfitto. Ci sono più di 100 mila nuovi casi di positività nel mondo con picchi estremi in Asia e Sud America mentre in Italia fortunatamente la curva epidemiologica è in calo quotidiano costante. Si sono superati i 7 milioni di contagi globali con una punta verosimile di 415.000 morti. Gli Stati Uniti rimangono il paese più colpito; del Brasile tanto si è detto; pochissimo si conosce invece sulla gravissima condizione che oggi colpisce Perù, India , Messico, Pakistan. È curioso pensare che mai come in questo peridio il numero nel mondo di nuovi contaminati sia stato così tanto alto e mai così tanto aggressivo risultò il virus; gli studiosi affermano, infatti, che la trasmissione è nella sua fase più acuta nonostante non riguardi più direttamente l’Italia e l’Europa ( da precisare che in <strong>Lombardia</strong> si registrano oggi più 71 casi di cui 34 a Milano). Ma l’uomo dimentica in fretta ed ancora più velocemente si gira dall’altra parte senza pietà alcuna per i suoi simili.<br />
L’attenzione nella comunità scientifica resta molto alta ed ancora non ci sono evidenze molecolari che il virus sia mutato ma certamente cambia la risposta individuale alla malattia . Noi intanto rimaniamo in attesa di conoscere quali saranno le misure che il governo adotterà sui fondi in arrivo dal <strong>Recovery Fund</strong>.<br />
La crisi sanitaria è diventata crisi economica- sociale e dalle crisi o ci si riprende o si recede definitivamente. Ripartire tra <strong>Piano Colau</strong> e <strong>Stati Generali</strong> trovando soluzioni, consapevoli dell’eccezionalità del momento e sapendo che esiste realmente l’ urgenza in tutti i settori di un sostegno finanziario, sarà adesso fondamentale. Welfare, riforme, taglio delle tasse, infrastrutture, salute del cittadino e sanità pubblica, innovazione, cultura, alta formazione, ricerca diventeranno priorità in questo nuovo percorso,un percorso che oggi vede riunito anche l’ <strong>Eurogruppo</strong>. Che succederà? Un rapporto, poi, firmato in queste ore dall’<strong>OCSE</strong> dichiara che è in arrivo la peggiore recessione registrata negli ultimi 100 anni e che la disoccupazione è andata molto oltre i livelli pre-crisi aumentando il rischio di deriva sociali.</p>
<p>Ma non basta. La <strong>procura di Bergamo</strong> sta indagando sulle zone rosse e c’è lo spettro di un avviso di garanzia per il premier per reato di epidemia colposa che potrebbe precludere una ipotetica crisi di governo con obbligo dimissioni? La soluzione è ancora lontana. Nel frattempo da uno studio delle Università di Cambridge e Greenich viene fuori che l’abitudine ad indossare sempre le mascherine in pubblico ha il doppio delle probabilità di ridurre <strong>il valore R0</strong> e quindi nel rallentare la trasmissione del <strong>Covid-19</strong> mentre da una azienda di biotecnologie del Dakota del Sud arriva la notizia che mucche geneticamente modificate producono anticorpi policlonali che potranno diventare molto utili a contrastare il coronavirus.<br />
I primi risultati clinici saranno resi ufficiali nei prossimi due mesi.</p>
<p>Per finire, noi della <strong>Rete La Fenice,</strong> continueremo a sostenere la campagna di sensibilizzazione della prestigiosa rivista scientifica Cell che sostiene che la scienza non può avere un problema di razzismo come invece è. “ Un altro sasso nella coscienza d’America”.</p>
<p>Mentre scriviamo questo articolo sta per finire un&#8217;altra conferenza stampa in diretta sui social del premier Conte, certamente da riascoltare attentamente. Parla anche di donne e famiglie.</p>

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		<title>Post covid: avanzano le fasi, la politica si avviluppa, nascono nuove terapie</title>
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				<pubDate>Fri, 05 Jun 2020 14:49:53 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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			<p>Le Regioni italiane aprono le frontiere, un momento atteso in cui non saranno ammessi errori di gestione dell’<strong>emergenza Covid-19</strong> e dove tutti siamo chiamati all’ordine e all’attenzione delle norme; questo mentre il vicepresidente della <strong>Commissione Ue</strong> conferma che non ci saranno soldi senza riforme ed economie resilienti alla crisi ma, dalle nostre parti, le grandi tematiche del rilancio sono ancora in fieri con una politica che tentenna, con una verosimile lista dell’attuale premier data al 14,3%, con obiettivi comuni ancora da stabilire e su ipotesi di eventuali nuove convergenze partitiche tutte da verificare. La Lega rimane il primo partito mentre le forze del centrosinistra che appoggiano l’esecutivo attuale sono date al 42,9%. Nella fiducia dei leader <strong>Draghi</strong> è in vetta alla classifica con il 59,3% seguito da <strong>Conte, Zaia, De Luca, Bonaccini, Meloni.</strong></p>
<p>All’interno della riforma dell’Italia da ricostruire il baricentro rimane il <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong> (in questi mesi sottoposto ad una prova difficilissima) quale investimento produttivo del cambiamento e a favore sempre del cittadino, in una veste innovata di rafforzamento della rete territoriale pubblica, con ospedali da rimodulare, tecnologie da implementare, assunzione di personale sanitario da accelerare e la medicina di base fruibile nella prossimità.<br />
Intanto, giustamente, i giovani medici chiedono aperture dell’imbuto formativo per garantire merito e numeri necessari alla cura e alla prevenzione delle comunità: quanto ne avremmo bisogno, la loro battaglia è la nostra!<br />
I 3,25 miliardi del decreto riforme destinato al servizio sanitario nazionale bastano solo per arrivare alla fine dell’anno. Per gli interventi strutturali, una vera messa in sicurezza della popolazione, serviranno invece 40 miliardi in dieci anni. Potrebbero essere i 36 miliardi del <strong>Mes</strong> a tassi bassissimi a fare la differenza? C’è poi anche un <strong>Golden Power</strong>, da non dimenticare, che ha trovato spazio nel decreto num. 21, nella sezione dedicata ai poteri speciali del governo per salvaguardare i nostri settori strategici. Ma purtroppo aumenta il disagio sociale mentre la decisa presa di posizione da parte di Confindustria ci ricordano che, nonostante tutto, non c’è stata in questi mesi una strategia e una missione politica radicale per andare oltre il 2020.<br />
Si è continuato con la gestione giorno per giorno tanto che la stagione delle riforme sembra ancora per l’ennesima volta solamente evocata: tutto rinviato a dopo le prossime elezioni regionali di settembre?</p>
<p>Intanto, fortunatamente però, continuano ad arrivarci rassicurazioni da parte della scienza: l’ossigeno-ozono terapia, una nuova quanto mai antica terapia, oggi molto italiana, mostra buoni risultati contro il <strong>coronavirus</strong> andandosi ad unire ai trattamenti e farmaci salvavita utilizzati per fronteggiare il virus in qualità di trattamento aggiuntivo con l’obiettivo di aumentare la concentrazione di ossigeno nell&#8217;organismo colpito tramite l’uso di una miscela di ossigeno e ozono. Si sta chiedendo al Governo di introdurre in tutti gli ospedali Covid italiani questo protocollo già sperimentato in 15 ospedali dislocati sul territorio nazionale.<br />
Una ulteriore potenziale cura riguarda lo studio in atto degli anticorpi monoclonali IgG1 diretti contro la proteina spike di <strong>Sars-CoV-2</strong>, una metodica progettata per bloccare l’ingresso del virus nelle cellule umane.<br />
Attuali sono poi studi avanzati su alcuni elementi naturali che riguardano i raggi UV che, come si sa, riescono a penetrare in profondità nei tessuti fino a interferire con il codice genetico contenuto nel DNA delle cellule e, nel caso dei virus, danneggiandoli tanto da renderli inattivi.<br />
Inoltre, si stanno analizzando i test di inibizione della neurominidasi basati sulla fluorescenza fenotipica, che consentono di valutare velocemente la suscettibilità dei virus dell’influenza fin dal primo giorno. Lo screening di questi virus sembrerebbe importante nel determinare e monitorare l’effectiveness di alcuni farmaci antivirali utili nelle epidemie ed inoltre per non creare disallineamento nei territori.</p>
<p>Insomma, una lezione di vita. Si può imparare anche dalle pandemie, a favore della vita e per il benessere sociale.</p>

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		<title>POST COVID: L’AREA VASTA SMART, I GIOVANI, LE NUOVE FORME DI ISTRUZIONE, IL LAVORO CHE VERRA’</title>
		<link>https://giuseppinabonaviri.it/2020/05/22/post-covid-larea-vasta-smart-i-giovani-le-nuove-forme-di-istruzione-il-lavoro-che-verra/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=post-covid-larea-vasta-smart-i-giovani-le-nuove-forme-di-istruzione-il-lavoro-che-verra</link>
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				<pubDate>Fri, 22 May 2020 14:46:32 +0000</pubDate>
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			<p>In questo periodo di riflessione <strong>Post covid</strong> raccogliere le sfide del Paese riguarderà intere categorie e settori produttivi, la scuola, l’<strong>Alta formazione</strong>, la cantierizzazione di nuove forme di apprendimento e <strong>formazione</strong>, d’<strong>innovazione</strong>, la <strong>sanità pubblica</strong> come le filiere di prevenzione dei territori- gli studi di popolazione e di <strong>stratificazione epidemiologica</strong>&#8211; la <strong>telemedicina</strong> e le <strong>biotecnologie</strong>&#8211; l’<strong>intelligenza artificiale</strong> riportabile oltre i “percorsi sporchi” ( purtroppo tutti ancora da organizzare, cosa si aspetta?) ovviamente fuori dagli <strong>ospedali</strong>, nelle <strong>periferie di provincia</strong> &#8211; <strong>il turismo- la cultura- il lavoro</strong>.<br />
Sono passati solo pochi mesi dall’inizio di questa orrenda pandemia che ha segnato un nuovo tempo, globale, caritatevole, responsabile, tutto ancora da colmare non essendo bastati decreti e deroghe come nemmeno serrande chiuse o silenzi pieni di morte e paure a racchiudere e rappresentare il paradigma di un nuovo modello sociale equo, coeso, integrato quello che l’Area Vasta Smart propone da anni e che oggi si presenta ancor più attuale e necessario.<br />
Ed è proprio dall’AVS, che rappresenta il primo modello di infrastruttura italiano dei territori, che vogliamo partire proponendo procedure operative nel settore della formazione e dell’alta qualità, della sanità e del turismo dedicate alle nuove generazioni quale prototipo alle nuove tecnologie della vita e delle Fondazioni ad esse attigue che sono il canale privilegiato in quanto in grado di restituire scambi, sinergie, complementarietà con una messa a sistema del patrimonio umano. Questo necessita ora per il <strong>rilancio del lavoro</strong> e dell’economia della conoscenza dei nostri entroterra e delle macro aree italiane.<br />
Siamo solo all’inizio di una nuova epoca: con urgenza e obbligatoriamente dobbiamo prevedere progetti di ricerca congiunti attraverso strumenti volti alla formazione breve e con metodologie innovative personalizzate, dirette alle collaborazioni dei giovani con i livelli di governance internazionali e tramite la costruzione di start up/problem solving, attraverso percorsi di trasferimento tecnologico verso le buone prassi e per la nascita d’imprese e di turismo sostenibile, di gestione della conoscenza anche tra i settori della salute e della sicurezza post covid, attraverso nuove procedure operative riconosciute e validate, di peer education.<br />
All’interno di questo processo contro la recessione socio-economica in atto, la Regione Lazio e la Regione Campania e Sicilia giocheranno un ruolo strategico in Italia come in Europa per le loro capacità intrinseche di attrarre potenziali investitori stranieri come hub del Mezzogiorno.</p>
<p>Saremo presto in azione nell’attuazione di questo impianto già condiviso con strutture di ricerca applicate, alternative, intelligenti in una logica di visione complessa.</p>

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		<title>POST COVID: IL CORONAVIRUS NELLA SUA ATTUALITÀ MULTIFORME</title>
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				<pubDate>Tue, 19 May 2020 14:55:23 +0000</pubDate>
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			<p>Insomma, un virus dalle poliedriche forme! Che ha consentito alla popolazione italiana di avvicinarsi alla sofferenza con discrezione e rispetto delle regole, alla scienza con doverosa perizia, alla clinica con sufficiente capacità critica, all’economia con dati previsionali e fondati, alla politica con la solita arroganza, incapacità programmatica, mancanza di visione, vulnerabilità avvezza com’è a strumentalizzare ogni situazione per il proprio gaudere e il solo rendimento personale.<br />
Saranno mesi complicati quelli che ci aspettano, dove nessuna/o si sentirà fortunatamente autorizzata/o ad accorciare le tappe-distanze, dove sarà fondamentale mantenere aperto un dialogo con le comunità locali, la sanità, la medicina emergenziale e preventiva territoriale come per l’intera cintura sanitaria di protezione, la ricerca e le biotecnologie di innovazione, il settore del lavoro e della scuola, gli imprenditori e i commercianti, le associazioni di categoria, la chiesa, il mondo del terzo settore ma su modelli e paradigmi che non possono più essere previsionali in astratto come è finora avvenuto ma per potere finalmente e realmente funzionare in sintonia con il paese interconnesso.<br />
In un momento storico eccezionale su scenari economici finanziari e della sanità che cambiano non si può continuare a navigare a vista.<br />
Intanto il 27 maggio la Presidente della Commissione europea dovrebbe presentare il piano Recovery fund dettagliato ma la Germania e la Francia lanciano una iniziativa-proposta comune per far ripartire l’economia europea e aiutare i paesi più colpiti per emettere bond sul mercato per 500 miliardi quale prestito che poi andrà restituito. Questo dotrebbe creare una strategia sanitaria europea sovrana che oggi invece per funzionare deve rivolgersi ai mercati stranieri (basti come esempio quello dei materiali medici di base). Ciò darebbe la possibilità al Recovery fund di essere più vigoroso e spinto. Sempre mercoledì 27 maggio prossimo Schmit e Gentiloni presenteranno una serie di consigli ai governi su come andranno spesi i soldi messi a disposizione per affrontare la crisi nel prossimo anno e mezzo nel frattempo che la Commissione proporrà un piano Farm to Fork che appare uno tra i capitoli più importanti dell’European Green deal.<br />
Insomma, in vista di quanto ci aspetta le decisioni che saranno prese risulteranno un salvavita. E&#8217; proprio in questa direzione che sono diretti i continui appelli e le sottoscrizioni che il COMITATO TECNICO SCIENTIFICO DELLA RETE LA FENICE CON BONAVIRI fa da mesi proprio per tracciare in uno scenario post bellico nuove linee e conoscenze, dal locale al nazionale, partendo da concetti base come salute e salubrità equa dei popoli.<br />
Nasce per questi motivi il nostro recente progetto che getta le basi per il “Modello P.A.D” a supporto concreto delle fasi oltre l&#8217; emergenziale anche in prospettiva di quelle misure di prevenzione che si dovranno attuare in scala nazionale per il recupero della normalità e prima dell&#8217;arrivo di possibili nuove ed aggressive epidemie.</p>
<p>UN MODELLO CHE BASA IL SUO RAZIONALE SU DATI FISICI-MATEMATICI E CHE RIENTRA NELLA PROGETTAZIONE DELL’AREA VASTA SMART CON LO SVILUPPO DI PRATICHE INNOVATIVE TERRITORIALI, DI GOVERNANCE , DI SANITÀ PUBBLICA IN UN ASSETTO PRODUTTIVO E DI VITA SOCIALE, SOSTENIBILE E RESILIENTE.</p>

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		<title>Giornata internazionale contro l’omofobia 2020: le persone, gli stessi diritti.</title>
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				<pubDate>Mon, 18 May 2020 08:31:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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			<p>La giornata mondiale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia -riconosciuta dalle Nazioni Unite e al Parlamento europeo nel 2007 per condannare le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale- all’epoca del Coronavirus, ha un valore aggiunto che riteniamo debba essere considerato fondamentale per tutte le società civili. Purtroppo, il pregiudizio&nbsp;<span class="text_exposed_show">ancora assai radicato nella nostra cultura si è sommato alle restrizioni e chiusure seguite alla pandemia, una condizione che ha creato enormi divaricazioni tra pezzi della società, con enormi slivellamenti sanitari, sociali ed economici.<br />
L’odio e l’intolleranza verso qualunque tipo di diversità vanno combattuti perché forieri di tensioni, violenze e assuefazioni psicologiche, sentimenti pericolosi per la crescita dell’autonomia personale e delle democrazie di popoli come di intere comunità. Il principio di eguaglianza rimane l’impegno a cui tutte e tutti dovrebbero compiutamente tendere per portare avanti con azioni concrete educative ed informative anche l’approvazione di norme giuridiche moderne urgenti di cui dotarsi, contro l’isolamento discriminatorio.<br />
In questo periodo di così grande straordinarietà le mura domestiche sono diventate delle vere e proprie armi che si sono rivolte verso i più deboli. Includere confrontandosi dovrebbe allora entrare a fare parte integrante del nostro atteggiamento quotidiano per dimostrare che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge , senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinione politiche, di condizioni personali sociali”.<br />
Noi della Rete La Fenice siamo da anni impegnate ed impegnati su un fronte comune innanzitutto per portare alle nuove generazioni un messaggio nel segno della cultura del rispetto e del contrasto come di ogni altra forma di violenza accorciando le distanze contro i segni di una omofobia che rimane il simbolo della nuova resistenza. Una resistenza ancora più evidente durante l’attuale emergenza e che è stata caratterizzata da forte complessità per tutte le comunità LGBT. Ciò in pieno accordo con i principi della nostra amata costituzione per la creazione di un futuro garante di eguaglianza ed equità senza pregiudizi e stigmatizzazioni, che viaggi sintonica rispetto la reale valorizzazione delle persone a noi vicine e lontane.</span></p>
<p>RINGRAZIAMO PAOLO E DANIELE CON I QUALI CONTINUEREMO A BATTERCI PER INCORAGGIARE LA LOTTA AI PREGIUDIZI E PROMOZIONE DELLA CONOSCENZA PER LA DIGNITÀ UMANA.</p>

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		<title>Covid-19 . Non c’è tempo da perdere, la crisi economia non può proseguire</title>
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				<pubDate>Thu, 07 May 2020 12:45:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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			<p>GRUPPO DI STUDIO SULL’ECONOMIA REALE RETE LA FENICE CON BONAVIRI</p>
<p>Il continuo slittamento dei provvedimenti del Governo per sostenere <strong>le famiglie e le imprese</strong> nella dura situazione che sta vivendo l’Italia confermano le divisioni interne alla maggioranza malgrado la previsione di uno stanziamento di grande entità, 55 mld di euro, per coprire le diverse esigenze. I quotidiani e le redazioni giornalistiche di radio e televisione pur nella situazione di emergenza che vive il Paese, non ne fanno mistero; le critiche al governo hanno due ragioni: il tempo che intercorre fra quando annuncia un provvedimento e quando viene varato e il tempo che trascorre per divenire operativo, per mettere i soldi “in tasca ai cittadini”.<br />
Il tempo che intercorre fra l’annuncio di un provvedimento e la sua attuazione si sta dimostrando insopportabile per le persone che ne hanno bisogno; ne sono una dimostrazione, le manifestazioni dei titolari delle <strong>microimprese</strong> (del commercio, dei diversi settori del turismo, della cura alle persone) e dei lavoratori autonomi, al grido di “fateci <strong>riaprire</strong>” nella speranza che ciò sia sufficiente per tornare alla situazione precedente la <strong>pandemia</strong>. Purtroppo temiamo che non sarà così per tutti poiché molti di questi piccoli imprenditori già vivevano con una difficile compatibilità tra le spese e le entrate. Anche auspicando che il denaro promesso dal governo e dalla Regione Lazio arrivi prima che sia troppo tardi, dobbiamo essere consapevoli che non saranno i provvedimenti assistenziali a garantire la ripresa della crescita nel nostro Paese.<br />
Da venti anni l’Italia ha un ritmo di sviluppo troppo basso e anche per questo ed ancora di più adesso, ha bisogno d’investimenti come di spendere il tanto denaro di cui potrà disporre contro la crisi per <strong>ammodernare</strong> il suo sistema dei servizi, delle infrastrutture rendendo così più competitive le imprese. In questi due mesi di clausura abbiamo constatato quante cose si possono fare con lo smartphone e quanto costi meno che spostandoci con l’auto. Questo può riguardare gli acquisti di beni, per una prescrizione medica, per un’operazione in banca e per molto altro ancora; ciò significa che il tempo risparmiato lo si può trasformare in economia spicciola, dunque per farne tesoretto. Il punto più delicato del forzato esperimento di questi mesi riguarda innanzitutto i posti di lavoro che si perderanno; una trasformazione questa che deve necessariamente divenire l’ occasione per creare nuove imprese diversificando i nostri consumi e non per aumentare le disuguaglianze.<br />
Intanto Amazon ha unito i principi dell’economia digitale con quelli dell’automazione ed ha acquisito un vantaggio enorme nel mercato delle vendite avendo creato un sistema logistico che consente di consegnare rapidamente quasi tutto ciò di cui abbiamo bisogno in poco tempo. Saltano migliaia di posti di lavoro e chiudono esercizi commerciali: come si può allora pensare di limitare questa posizione “leonina” di Amazon nel mercato interno ponendo vincoli legislativi e regolamentari? Una battaglia che appare persa perché gli stessi consumatori rivendicherebbero questa forma di acquisto. E&#8217; chiaro, che bisognerà preoccuparsi allora di dare denaro a chi saprà consorziare il commercio di vicinato a costi concorrenziali recando agli stessi consumatori il vantaggio di un acquisto diretto e di una consegna indirizzata.<br />
Questo non è che un esempio che puó fare capire meglio quanto sia importante essere d’accordo nel dare nell’immediato assistenza a chi ne ha bisogno ma a maggior ragione preoccuparsi di dare denaro a chi potrà produrre profitti creando posti di lavoro. L’esempio che si è fatto della multinazionale statunitense Amazon richiama con chiarezza il pericolo che in questa situazione di crisi, le imprese italiane divengano preda di interessi contrari a quelli nazionali: come proteggerle? La difesa di alcune di queste imprese, allora, deve nell’immediato rispondere a scelte di politica industriale di prospettiva e non solo di salvataggi; s’impone una dura valutazione ma la ripresa della crescita dopo l’attuale gravoso tracollo non consentirà più stime assistenziali come quelle che abbiamo conosciuto in passato.</p>
<p>Su queste scelte la posizione del Partito Democratico è netta: sì al reddito di emergenza per i cittadini non coperti dal reddito di cittadinanza, proroga delle diverse forme di cassa integrazione, soldi a fondo perduto alle piccole imprese ed avviamento di investimenti. I contrasti all’interno del Movimento 5 Stelle fanno pensare che il governo Conte potrebbe non volere assumere decisioni coerenti con l’urgenza di salvare il Paese e milioni di cittadini dall’<strong>impoverimento</strong> (stupisce l’opposizione che una parte del M5s esprime alla regolarizzazione di centinaia di migliaia di lavoratori dell’agricoltura e dei servizi che metterebbe finalmente fine ad un loro sfruttamento).<br />
Non c’è tempo da perdere: il presidente del consiglio trovi in queste settimane la giusta sintesi che urge al Paese, altrimenti passi la mano.</p>

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		<title>Covid-19 : dove siamo, dove andiamo.</title>
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				<pubDate>Tue, 05 May 2020 06:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giubonavadmin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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			<p>Serve un salto di mentalità. Ad oggi siamo a 211.938 casi totali, 99.980 casi attuali, 29.079 vittime, 82.879 guariti e da oggi 4,5 milioni di persone in più si muoveranno per la fase 2.<br />
Evitare una seconda ondata mettendo in atto le reti sociali ma anche l’analisi dei dati, i modelli matematici, le tracciabilità incrociate, la geometria e i sistemi complessi ( tutti punti che in questi mesi di eccezionale straordinarietà abbiamo ampiamente dettagliato nel nostro studio di ricerca e di lavoro quotidiano di divulgazione e di informazione) sarà fondamentale come d’altronde spingere l’accelerazione sulla prevenzione territoriale e sulla sanificazione, sul miglioramento delle cure e dei protocolli terapeutici uniformati. Crediamo che la vera differenza per un progetto che migliori la vita e metta in protezione la salute pubblica globale non riguarderà solo i fondi messi a disposizione per la ricerca ma l’intero sistema sociale con tutta la sua rete che agirà da protezione rispetto l’attuale pandemia -tutt’ora in pieno corso- e rispetto ai cambiamenti epocali che ci attendono.</p>
<p>Vogliamo ancora per una volta ricordare i molti errori che sono stati commessi a seguito di superficialità e di settorialità nel valutare il fenomeno corona tanto spaventoso quanto sconosciuto: basti pensare, ad esempio, che dietro R0 c’era una complessità previsionale che non faceva i conti con la velocità di propagazione come con la mancanza di farmaci e soprattutto con quella vasta fetta di popolazione con una elevata vulnerabilità sanitaria e sociale. Un altro esempio riguarda i tamponi che non hanno seguito un modello statistico matematico e demoscopico ma solo degli ospedali per non parlare del fattore di rischio più alto che sta riguardando la SARS-CoV2 indotto dagli asintomatici con un periodo di incubazione della malattia che non è stato valutato e che ha consentito al virus di viaggiare sottotraccia, nascosto, invisibile per settimane e settimane. E’ mancato il riferimento ad un modello complesso che riguardava la mobilità del virus nel suo complesso meccanismo di diffusività e di concentrazione.<br />
Dunque, almeno in questa seconda fase per un salto di qualità necessario, non si può tenere conto solo della responsabilità collettiva e dell’isolamento; va attenzionata nell’immediato la rete vasta di relazioni, la sicurezza, i viaggi, il commercio, i voli- con un nord che rimane ad alta densità industriale ed antropica ed un sud poco colpito ed ”immunizzato” per quanto poco ancora si conosca quest’ultimo fenomeno – in un algoritmo unico che rappresenti come il virus potrà continuare ad innescarsi e a contaminare attraverso nuovi ed eventuali picchi di contagio.<br />
Va anche ricordato che in Italia, e ancor più nella nostra piccola provincia frusinate, le criticità sono anche dipese dal fatto che prima degli ospedali non sono state create linee di difesa fondamentali come pre-triage, ospedali da campo militari, percorsi sporchi o strutture sanitari ed alberghiere che avrebbero dovuto dall’inizio fare da filtro ai pronto soccorsi e agli ospedali civili, dove l’ enorme contaminazione è stata incontrollata ed è poi peggiorata a causa della mancanza di presidi e dispositivi di protezione personale oltre che da atteggiamenti superficiali come il mancato controllo dei condizionatori d’aria, le sanificazione ritardate, le mascherine inesistenti, i vademecum mai consegnati alla popolazione. Non dimentichiamo che ad oggi nel mondo non esiste ancora un reale contenimento e un meccanismo di contrasto del virus; dunque se pur entrati nella fase 2 ed in mancanza di un vaccino il percorso che porterà a vincere rimane quello di testare, tracciare, trattare.<br />
Per testare dobbiamo essere in grado di eseguire tamponi e test omologati; per tracciare dobbiamo avere una miriade di tracciatori competenti e sapere isolare chi da positivo -anche se asintomatico- è stato in contatto con noi e si può arrivare a chi contagia solo eseguendo il tracciamento sulla popolazione. La buona prassi prevede che chi (anche qualora sia in buona salute) sia stato in contatto con un infetto nell’immediato dovrà rimanere in isolamento per 15 giorni mentre se si è stati in contatto con un infetto dieci giorni prima risultando negativo si dovrà rimanere in isolamento per 5 giorni. Questo processo va monitorato costantemente anche con metodologie innovative dovendo procedere con adeguate misure di assistenza territoriale anche quando i pazienti saranno considerati guariti. Per trattare nel migliore dei modi, infine, l’isolamento sarebbe dovuto avvenire non a casa ma in luoghi idonei messi a disposizioni dal servizio sanitario pubblico-privato. Non é mai troppo tardi.</p>
<p>Oggi ai rappresentanti politici vogliamo chiedere uno sforzo maggiore: competenza, unità, cooperazione, determinazione nelle scelte, carisma che dia sicurezza al popolo , visione del domani. Questo per mettere in atto una immediata strategia difensiva che fronteggi le incognite e le variabili inattese che nelle fase a seguire potrebbero diventare calamitose per tutta la razza</p>

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