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	<title>Visione &#8211; Giuseppina Bonaviri</title>
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	<description>Il mio Paese nel Cuore</description>
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		<title>POST COVID ED ALTRO</title>
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				<pubDate>Sat, 30 May 2020 07:36:09 +0000</pubDate>
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			<p>GRUPPO DI STUDIO SULL’ECONOMIA REALE RETE LA FENICE CON BONAVIRI</p>
<p>Se le decisioni spettano alla politica sarà sicuramente possibile in questo particolare momento post pandemico orientare alcune linee di spesa e di risorse a favore dello <strong>SVILUPPO SOSTENIBILE</strong>: cambiando sintonia ed indicando alle imprese e ai privati una direzione futura <strong>ecosostenibile</strong> e che consideri finalmente le soluzioni richieste dal <strong>SOCIAL IMPACT</strong>. E sarà, dunque anche, importante dare<span class="text_exposed_show">&nbsp;spazio alla semplificazione delle procedure amministrative in modo che gli investimenti pubblici siano attivati velocemente, favorire il digitale e il lavoro agile, la teleassistenza, le biotecnologie investendo innanzitutto sul capitale umano per rafforzare l’intera filiera dell&#8217;infrastruttura culturale, dell’Alta formazione e della didattica a distanza.</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Noi della <strong>RETE LA FENICE CON BONAVIRI</strong> abbiamo lavorato incessantemente da anni per stimolare e tenere accesa questa dialettica e questo dibattito anche nella <strong>PROVINCIA FRUSINATE</strong> che però, purtroppo, è lontanissima dal formulare una visione sistemica innovativa preferendo rimanere un entroterra elefantiaco invischiato in giochi di egomonie, potestà,convenienze,domini che condizionano negativamente la crescita economica e sociale dello stesso frusinate.</p>
<p>Basti pensare che in Italia i fondi di coesione europei e nazionali del 2014/2020 ancora non sono stati utilizzati ne dallo Stato ne dalle Regioni per i progetti nel Mezzogiorno. E basti dire che nel decreto <strong>Cura Italia</strong> sono stati inseriti ben 17 punti che riguardano la <strong>RIGENERAZIONE URBANA</strong> mentre in queste ore si sta lavorando ad un provvedimento Dl semplificazioni per lo sfoltimento delle procedure e per l’ approvazione dei progetti delle opere e delle gare.<br />
Un cambiamento di prospettiva con un messaggio chiaro alla burocrazia: non fare diventerà più rischioso che fare. I primi chiarimenti politici si aspettano in settimana prossima insieme alla bozza di un primo testo.</p>
<p>Ci auguriamo che anche i decisori ciociari si allineino a questo cambio di passo. Almeno ora ci riusciranno o continueranno a voltare le spalle alle loro cittadine e cittadini</p>
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		<title>POST COVID. L’ORA DELLE RIPARTENZE: E L’ ITALIA DOV’È?</title>
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				<pubDate>Tue, 26 May 2020 18:25:27 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Visione]]></category>

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			<p>Moltissimi saranno i momenti cardine nelle fasi delle <strong>ripartenze</strong> che ci aspettano. Dal <strong>mercato del lavoro</strong> o meglio dai tanti lavori che stanno nascendo con la strutturazione di profili e di nuove figure -come gli addetti all’<strong>anticontagio</strong>, i <strong>covid manager</strong>, gli <strong>steward di spiaggia</strong>, gli <strong>assistenti civici</strong> ( per ora senza stipendio)- alla <strong>preparazioni di vaccini</strong> che molto dipenderà dalla capacità di isolamento dell’ <strong>RNA</strong> ( i virus ad <strong>RNA come i corona sono estremamente sensibili alle mutazioni</strong> ) per la ricerca degli attuali agenti patogeni e che necessiteranno di approfondimenti specifici insieme al contributo globale unificato, del mondo scientifico, medico, farmaco bio-economico, politico per la creazione di un protocollo che non lasci nessuna e nessuno indietro negli stadi della cura e della profilassi.<br />
Purtroppo, però, è assai evidente che questi sono giorni che non consentono agli “uomini di governo” di proiettarsi oltre gli ostacoli della <strong>pandemia</strong>, affossati e oscurati come sono da dirigismo e centralismo arcaico, con nessuna visione misericordiosa dell’uomo ( sta crescendo l’onda lunga della protesta sociale e delle persone che abbandonate a se stesse non credono più nella politica e non sentendosi rappresentati sono completamente disaffezionate alle questioni partitiche ). La <strong>ripartenza</strong>, invece, ha bisogno ed urgenza di forti azioni dovendosi appoggiare ad una visione innovativa di sostenibilità e di modernizzazione delle Nazioni.</p>
<p>L’ atteggiamento ondivago del governo sta creando caos organizzativo nella <strong>riapertura delle Regioni</strong> e nessuna certezza decisionale che dipenderà anche dalla mappa aggiornata della diffusione del virus.<br />
Intanto avanza la <strong>movida</strong> con i suoi <strong>assembramenti</strong> pericolosi e se ne indicano i colpevoli, i giovani, sempre loro. La verità è invece che proprio a causa di tanti governi parassiti di questo tempo ingrato sono proprio loro, i giovani , che hanno subito enormi danni e continuano a soffrire per i blocchi inflitti alla loro sana crescita e al loro futuro. Ecco che, giustamente, alcuni sindaci sono stati costretti a rivedere le misure di <strong>apertura di bar ed esercizi pubblici</strong>, la qualcosa piace alle famiglie frastornate che vorrebbero contenere gli entusiasmi incauti dei loro congiunti più giovani sprofondati tra ansie, paure, abitudini quotidiane, abusi alcolici, noncuranza delle regole come dei propri e degli altrui diritti-doveri. Questa nostra bella gioventù cosa dovrebbe fare, dove dovrebbe andare, chi dovrebbero essere i loro maestri, quali santi pregare?</p>
<p>Noi della <strong>Rete La Fenice</strong>, con il nostro modo di intendere e declinare res publica e buone prassi , non siamo mai rimasti muti. Sono anni che avanziamo proposte programmatiche ad una classe politica locale (ed anche oltre) che rimangono inascoltate causa una intrinseca incapacità degli stessi di porsi all’ascolto e di misurare equamente merito, eccellenze, conoscenza, competenze ( ma come potrebbero!?).<br />
L ’emergenza sanitaria ha avuto un impatto socio economico drammatico sull’<strong>occupazione</strong>, sulle<strong> imprese</strong>, sulla popolazione vulnerabile, sulla mobilità, sulle infrastrutture. Bisogna ripartire da qui, come avviene in altre nazioni dove la dinamica sanitaria pubblica ha priorità assoluta sull &#8216;intero rimodellamento sociale.</p>
<p>ALTA TECNOLOGIA, INTELLIGENZA ARTIFICIALE, ROBOTICA, <strong>TRACCIAMENTO DEL VIRUS</strong>, SORVEGLIANZA E CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE SONO MESSE AL SERVIZIO DELLE PERSONE per combattere epidemie e quanto potrebbe capitarci. Il controllo a distanza, la biometrica, le nanotecnologie sono grandi invenzioni che miglioreranno la nostra vita in molti campi a partire da quelli medici se non saranno usati in modo invasivo e distorto da sistemi di potere dispotici e per incongrui usi militari. Guardare ai quei sistemi d&#8217; avanguardia usati oggi con successo in Istraele, Cina, Corea, Stati Uniti, Svezia, Portogallo e non permettere che solo questi Paesi ne debbano usufruire per una loro migliore propaganda commerciale-politica di rafforzamento e con l&#8217;avvio sul mercato internazionale di brevetti e prodotti innovativi .</p>
<p>Il nostro Paese non potrebbe di certo, in tal caso, continuare a guardare in un assoluto ed assordante silenzio.</p>

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		<title>POST COVID-19: È NECESSARIO SANIFICARE E PREVENIRE. FACCIAMOLO ATTRAVERSO IL MODELLO P.A.D.</title>
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				<pubDate>Mon, 11 May 2020 10:15:34 +0000</pubDate>
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			<p>COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO RETE LA FENICE CON BONAVIRI</p>
<p>In questo periodo così particolare, mentre costantemente ci si interrogava sulle questioni che affliggono il nostro habitat, si resta ancora in un doveroso e rispettoso isolamento domiciliare aspettando con apprensione le decisioni governative che dovrebbero riguardare la SALUTE PUBBLICA E IL DOPO COVID. Avevamo creduto che dopo l’emergenza, in queste fasi di riapertura se pur ancora con molti dubbi, sarebbero arrivate proposte e prospettive validate quale orientamento nazionale decisivo per la ripresa. Non abbiamo purtroppo ancora riscontrato alcun progetto di contenimento in tal senso. Il problema è di portata epocale, certo, ne va della nostra società con il serio rischio di un salto nel buio, nella TOTALE INCERTEZZA DI UNA PROGRAMMAZIONE SANITARIA E PUBBLICA E DEL FUTURO DELLE NOSTRE GENERAZIONI. La politica, con le direzioni strategiche e le sue task force, doveva rimanere la candidata unica ed affidabile ad organizzare una società non più parassitaria, a grave rischio economico. Ed invece abbiamo visto tanta mollezza ed incertezza. Non vorremmo che ne derivasse il DECLINO STORICO di una grande nazione come l’Italia.</p>
<p>Noi nel frattempo abbiamo percorso insieme a voi in questi mesi le uniche vie possibili di uscita, quelle che ci hanno portato alla non rassegnazione e senza alcuna enfasi abbiamo cercato di costruire una NUOVA VISIONE DI MODELLO SOCIALE E SANITARIO di gestione resiliente, partendo da un concetto chiave DI TERRITORIO, DI AREA VASTA SMART, DI SALUTE, DI GOVERNANCE. Il protocollo da noi proposto, che nasce da una nozione matematica e che abbiamo sviluppato insieme alle tante-i esperte-i che ci affiancano, ci permette di affermare che con l’attuazione della FISICA DEI GRUPPI potremo raggiungere dei risultati concreti nelle FASI POST-COVID. Concetti come DENSITÀ, FLUSSO, CONCENTRAZIONE, SALUBRITÀ, STABILITÀ, DILUIZIONE, PORTATA, RISCHIO che il GRUPPO DI STUDIO DELLA RETE LA FENICE HA SVILUPPATO in un contesto logico di fondo ( appunto l&#8217;HABITAT ) e di riferimento saranno le misure da noi attenzionate in tutti gli ambienti, dai luoghi di lavoro sia interni che esterni, al commercio, turismo, spettacolo, biblioteche, chiese, scuole, ambulatori, strutture sanitarie e nei trasporti, questo per avviare un percorso di risanamento preventivo validato scientificamente.<br />
IL DPCM DEL 26 APRILE 2020 ci ricorda che il distanziamento negli esercizi commerciali prevede uno spazio di 13 mq per ogni persona, il che vuol dire che questa regola ci permette di confermare che in un spazio ad esempio di 40 mq vi dovrebbero, per la sicurezza e la profilassi dei contatti, trovare posto solamente 3 persone.<br />
Il modello P.A.D (PARAMETRI AMBIENTALI di DISTACCAMENTO) che proponiamo prevede inoltre che la sanificazione in sicurezza degli ambienti chiusi maggiormente a rischio come ospedali , ambulatori, supermercati, fabbriche, metropolitane e trasporti in genere vada conseguita anche con nuove procedure automatiche robotizzate,di teleassistenza ed elettromedicali che consentono la sterilizzazione senza la presenza di un operatore ( per evitare in tal modo il deposito di sostanze chimiche aggressive per l’uomo su indumenti, sull’epidermide, nell’apparato respiratorio evitando così di compromettere il SNCe periferico ) con l’uso di sostanze innovative di cui parleremo in dettaglio in un prossimo articolo. Stima e livelli di incertezza sono indici importanti da monitorare: elaborare quindi grafici su indagini statistiche ed epidemiologiche rapportando infezione e risposta immune per delineare in alcune aree come comuni, quartieri, grandi spazi quali siano le tendenze predominanti delle persone nel traffico cittadino e nella gestione degli approvvigionamenti, negli orari di uscita ed entrata dal lavoro e quindi di maggiore flusso servirà a disciplinare -area per area- la densità degli utenti oltre che il tracciamento dei positivi ed asintomatici.<br />
Queste espressioni vanno affiancate ad un contesto politico- amministrativo di GOVERNANCE e di formazione ed informazione delle lavoratoratrici-ori e delle cittadine-i per consentire un azzeramento dell’approssimazione con cui sono stati trattati alcuni temi quali l’ incidenza della popolazione, le analisi dei dati ed indici di rilevamento, il tasso di riproduzione del virus e di morte della popolazione colpita. Per CONTENERE L’EPIDEMIA con senso di responsabilità, adeguandola ad analisi di appropriatezza e di qualità del SSN oltre le curve, R0, le diagnosi, le terapie per una sempre migliore lettura dell’impatto non potremo certamente fare a meno di indicatori di efficienza, di risultato e di esito preventivo.</p>

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		<title>Covid-19. I commercianti e le loro iniziative: la proposta- protesta nella provincia frusinate.</title>
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				<pubDate>Tue, 05 May 2020 06:55:13 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Visione]]></category>

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			<p>GRUPPO DI STUDIO SULL’ECONOMIA REALE RETE LA FENICE CON BONAVIRI</p>
<p>LA RETE LA FENICE CON BONAVIRI NEL SOLIDARIZZARE CON L’INIZIATIVA DEL 2 MAGGIO 2020, VOLUTA DAL COMITATO SPONTANEO COMPOSTO DALLA CATEGORIA PROFESSIONALE DEI PUBBLICI ESERCIZI COME RISTORATORI, ALBERGATORI, PARRUCCHIERI, ESTETISTE CHE NASCE IN PROVINCIA FRUSINATE PER DISCUTERE I DECRETI GOVERNATIVI EMANATI A SEGUITO DELLA CRITICITÀ COVID-19, RITIENE IMPORTANTE FARE IL PUNTO DELLA SITUAZIONE ANCHE RISPETTO ALLE PROPOSTE DI DETASSAZIONE UTENZE, ACCOLLO STATALE CONTRATTI DI LOCAZIONE, AZZERAMENTO ANNO FISCALE CHE I NOSTRI CONCITTADINI CHIEDONO.<br />
IL GRUPPO DI STUDIO DELLA RETE, IN SINTONIA CON TRIBUTARISTI ED ESPERTI ECONOMISTI NAZIONALI CHE HANNO ACCOLTO NELL’IMMEDIATO LA RICHIESTA DI UN CONFRONTO TELEFONICO, HA RITENUTO DOVEROSO SINTETIZZATO LA SITUAZIONE ATTUALE SU MISURE A FAVORE DEI COMMERCIANTI E DEGLI ARTIGIANI PER ALLEVIARE I DANNI DOVUTTI ALLA CRISI PER L’ EMERGENZA CORONAVIRUS, MANTENENDO ACCESA L’ATTENZIONE SULLE CRITICITÀ DI CHI VIVE DRAMMATICAMENTE SENTIMENTI DI ABBANDONO E DI REALE DIFFICOLTÀ PER IL RILANCIO DELLA PROPRIA INATTIVITÀ LAVORATIVA DI QUESTI MESI .</p>
<p>LIVELLO NAZIONALE<br />
Per questo settore è stato introdotto il cosiddetto BONUS AFFITTO dal Decreto Cura Italia per il mese di marzo 2020.<br />
Ricordiamo però che il bonus, pari al 60% del canone d’affitto, non è erogato sotto forma di sussidio economico, ma può essere fruito nella forma di SCONTO SULLE IMPOSTE DOVUTE: si tratta di un CREDITO, da utilizzare in COMPENSAZIONE.<br />
è importante sottolineare che spetta solo per gli IMMOBILI DI CATEGORIA CATASTALE C\1.<br />
Come sopra anticipato, il bonus affitto può essere UTILIZZATO IN COMPENSAZIONE, ovvero per versare le imposte dovute, a partire dal 25 marzo 2020. ( e comunque per fruire di questa agevolazione il Fisco richiede la dimostrazione che sia stato effettivamente pagato l&#8217;affitto)<br />
E &#8216; evidente che questa agevolazione introdotta dal Decreto Cura Italia ha una PORTATA ECCESSIVAMENTE LIMITATA:<br />
si applica solo ai locali di categoria C\1, mentre sappiamo che molte locazioni commerciali riguardano anche categorie differenti da quella relativa a negozi e botteghe;<br />
è previsto soltanto per il mese di marzo 2020, mentre la chiusura delle attività produttive è prevista attualmente fino al 3 maggio;<br />
non può essere fruito dai titolari di partita IVA esercenti attività essenziali e non sospese, senza considerare l’impatto economico dell’epidemia da Covid-19 anche su tali settori.<br />
Sono questi alcuni dei punti per i quali si attende una soluzione con il prossimo decreto, atteso nella prossima settimana. Sembra ormai certa una PROROGA DEL CREDITO D’IMPOSTA anche sui canoni d’affitto dovuti ad aprile. In parallelo, si va via via rafforzando l’ipotesi di ESTENSIONE ANCHE A LOCAZIONI DIVERSE DA NEGOZI E BOTTEGHE.<br />
Tra le ipotesi vi è inoltre quella di una SOSPENSIONE DEI RAPPORTI CONTRATTUALI, che consentirebbe di STOPPARE TEMPORANEAMENTE IL PAGAMENTO DEGLI AFFITTI per imprese e professionisti; ne rimarrebbero escluse le famiglie. Ad affermarlo è stato il Vice Ministro al MEF, Laura Castelli. Restiamo in attesa di vedere se alle parole seguiranno i fatti.</p>
<p>LIVELLO REGIONALE<br />
Per quanto riguarda la Regione Lazio si segnala che dal 3 aprile sono stati stanziati 23 milioni di contributo per affitti per i commercianti e gli artigiani che hanno subito una perdita di fatturato a seguito della chiusura dei locali imposta dalle norme nazionali.<br />
Si è in attesa che sia definita la modalità di erogazione segnalando alle istituzioni regionali che sia la più diretta e meno burocratica possibile, anche coinvolgendo le Camere di Commercio, sapendo che la modalità di solito più utilizzata ( come nel caso de contributo per gli affitti di abitazioni) è che siano i Comuni fare un avviso sui loro siti per far presentare le richieste di contributi ai soggetti, spingendo affinché sia sufficiente un autodichiarazione sull&#8217;aver subito una riduzione del proprio fatturato in questo periodo.</p>
<p>Anche in merito al tema delle utenze territoriali, da una parte va avviato un confronto con i Comuni, dall&#8217;altra il tema della &#8220;detassazione&#8221; presupporebbe un nuovo intervento normativo per un credito d&#8217;imposta sulla falsariga del &#8221; bonus affitto&#8221; già ricordato prima, ma che comporterebbe comunque il pagamento delle dette utenze se si volesse fruire dell&#8217;eventuale futura agevolazione.</p>
<p>Per quanto riguarda il problema piu generale del rapporto con il Fisco, pur consapevoli delle gravissime difficoltà del settore , appare poco realistico che venga concesso un &#8220;azzeramento dell&#8217;intero anno fiscale&#8221;, ma vale la pena richiedere con la massima energia la sospensioni degli adempimenti e dei versamenti per imprese e professionisti, troppo vincolate e discriminanti e che creeranno un ingorgo di scadenze e pagamenti a giugno, per i quali si chiede una sospensione generalizzata e con rinvio sino al 31 ottobre 2020, mentre per gli acconti d’imposta collegati alla dichiarazione redditi , va richiesto un rinvio totale al mese di novembre quando la visione dell’andamento del 2020 sarà maggiormente realistica .<br />
Per terminare ricordiamo le proposte della piattaforma&nbsp;<a class="_58cn" href="https://www.facebook.com/hashtag/iononriapro?source=feed_text&amp;epa=HASHTAG&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARDDeZ2nC6s0iVxQYGbW7CWI6DSlCUv3j0qyb5DJtI6VHfEQRdauQd37e_NSDb4ZglXRoFsFKpQzUTV8yDDn7lN7VfdFLNs5F7IT9RNOG5U24p4itUhSMTS2mC-19En8fsOulgxUqNPDqbpZhF-h7Pvnw2_P6GdSJlK63x5qpN0T7f145VW86_mYQ2irGvAgcxHO027RYAEOcZok0MmXiSrjEPmHConuGTa_EDkMfQsH2Iq26QJjCmEcpCGYHfFai7k-yqJhJigVvXTaKkl_XQTaQA3l7ivza74lZhKfIh_ENi2sRjNof8wfYRoyJwDUe5LeV2H6Vtrs9ZajKOLRoXZ8Yg&amp;__tn__=%2ANK-R" data-ft="{&quot;type&quot;:104,&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;}"><span class="_5afx"><span class="_58cl _5afz" aria-label="hashtag">#</span><span class="_58cm">iononriapro</span></span></a>&nbsp;ritenendo che il riconoscimento della facoltà di ricorrere alla cassa integrazione potrà essere accolto nel prossimo decreto di legge, un passaggio che anche l’Istituto nazionale dei tributaristi sostiene importante sia nell’ allungamento del periodo di detassazione che nel sostegno alle riforme del fisco. Un altro punto su cui va spinto l’accelleratore riguarda, poi, a quello della reale riforma del fisco che crei una vera pace fiscale sapendo che servirà anche un condono con luci ed ombre ma che rappresenta l’unico modo per ridare liquidità allo stato e compensare il congelamento totale o parziale delle vecchie rottamazioni e dei nuovi debiti.<br />
UN PUNTO QUESTO CHE RICHIEDERÀ UNA FORTE MOBILITAZIONE UNITARIA, DI TUTTE LE CATEGORIE E ASSOCIAZIONI SENZA SPIRITO DI PARTITO, PER POTER ESSERE COINVOLTI NELLA PROSSIMA MANOVRA DI BILANCIO DA OTTOBRE PROSSIMO E COMUNQUE PRIMA DELLA FINE DELL’ANNO E PER POTERE INSERIRE FINALMENTE QUESTA SACROSANTA ANCHE SE IMPEGNATIVA PROPOSTA, COME SIA GIUSTO CHE SIA.</p>

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		<title>L’urgenza di una Fase 3, equa e solidale.</title>
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				<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 08:06:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Visione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Gruppo di studio economisti-sociologi Rete La Fenice con Bonaviri Mentre siamo in attesa di conoscere i provvedimenti del governo per la Fase 2, quella che dovrebbe riaprire le attività gradualmente...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it/2020/04/27/lurgenza-di-una-fase-3-equa-e-solidale/">L’urgenza di una Fase 3, equa e solidale.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it">Giuseppina Bonaviri</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Gruppo di studio economisti-sociologi Rete La Fenice con Bonaviri</p>
<p>Mentre siamo in attesa di conoscere i provvedimenti del governo per la <strong>Fase 2</strong>, quella che dovrebbe <strong>riaprire le attività</strong> gradualmente e restituirci <strong>libertà di movimento</strong>, registriamo l’ intervista di Carlo Messina, amministratore delegato di Banca Intesa San Paolo sul Sole24Ore. L’Amministratore delegato della banca che punta ad essere la più grande del Paese invita il governo a rimettere in moto prima possibile l’<strong>economia reale</strong>. Nelle grandi città la crisi economica per la <strong>pandemia</strong> ha aumentato il numero dei cittadini considerati a rischio impoverimento: sono coloro che erano in condizioni precarie. Una inadeguata rimessa in moto del sistema produttivo potrebbe rischiare di fare diventare 10 milioni le persone che hanno bisogno di continua assistenza pubblica, situazione insostenibile sul piano economico, sociale e politico che conferma che la priorità dei prossimi mesi è evitare l’aggravarsi della crisi assicurando ai più esposti una vita dignitosa e sintonica.<br />
Se nell’immediato è stato inevitabile un aumento del debito pubblico per far fronte all’<strong>emergenza sanitaria</strong> e al finanziamento delle imprese, questa scelta non può essere la soluzione poiché la capacità d’intervento dello Stato non è illimitata; bisognerà allora cogliere l’occasione per sciogliere nodi strutturali che da decenni ostacolano la crescita della Nazione. Anche se nel 2021 e negli anni seguenti si riuscisse ad avere un incremento del <strong>Pil</strong> fra l’1 ed il 2% questo non sarebbe sufficiente a recuperare i danni prodotti dalla crisi: le condizioni strutturali italiane da tempo non riescono, infatti, a produrre un <strong>Pil</strong> più elevato e l’andamento demografico non aiuta per il basso indice di natalità e l’elevato invecchiamento.<br />
La <strong>Fase 3</strong> batte alla porta prima di quanto si possa immaginare. Garantire liquidità per la sopravvivenza delle imprese non è sufficiente se una quota dei finanziamenti non sarà a fondo perduto e se i finanziamenti pur garantiti dallo Stato dovranno essere restituiti alle banche: per spingere gli imprenditori ad indebitarsi bisogna dare loro fiducia e creare le adeguate condizioni perchè se ne possano liberare.<br />
La proposta che arriva da Banca Intesa si articola in cinque provvedimenti: la <strong>creazione di bond sociali</strong>, il rientro di capitali dall’estero, l’uso dei trattamenti di fine rapporto, il lancio di titoli pubblici per la valorizzazione del patrimonio dello Stato e degli enti locali, lo sblocco degli investimenti pubblici (150 miliardi) già contabilizzati che devono solo essere spesi.<br />
L’insieme di queste misure dovrebbe poi essere finalizzata a ridurre l’enorme <strong>debito pubblico</strong> che registreremo alla fine del 2020: il rapporto fra il debito dello Stato ed il Prodotto interno lordo raggiungerà il 155,7% . Per quanto possano essere solidali i paesi dell’Unione europea non significa che siano disponibili a condividere il debito italiano e ciò non sarebbe giusto e dignitoso per gli stessi italiani. Il contenimento del debito diminuirebbe lo spread e consentirebbe di far ripartire la piccola e media impresa italiana, realtà che ha bisogno solo di essere ben orientate per dispiegare la riconosciuta capacità ad essere competitiva nel mercato interno ed internazionale,quindi non solo europeo.<br />
Ciò è possibile perché diversamente da quanto si crede l’<strong>Italia</strong> non è un Paese povero: si è più ricchi dell’<strong>Olanda</strong> e della <strong>Germania</strong> con un capitale di 10 trilioni di euro (10 miliardi di miliardi) tra risorse delle imprese e risparmio degli italiani. Il problema, allora, riguarda solo un 4%, una ridottissima percentuale investita nei titoli pubblici che emette il governo per finanziare la spesa pubblica.</p>
<p>Il gruppo di studio della <strong>Rete La Fenice con Bonaviri</strong> composto da economisti e sociologi che ha attenzionato la proposta di finanza pubblico-privato riconosce che la bassa fiducia nello Stato investitore è da suddividere tra la scarsa conoscenza economica della media degli italiani e i gravi danni causati ai propri correntisti da alcuni istituiti bancari. Le attuali proposte di Banca Intesa non sono nuove al dibattito ventennale che anima la ricerca di soluzioni sulla bassa produttività del nostro sistema economico e il fatto che i tanti governi che si sono succeduti siano stati in grado di dargli seguito ci obbliga a porre un chiaro quesito: il presente governo sarà in grado finalmente di mettere fine allo scandalo di una elevata disoccupazione femminile e giovanile mentre prospera economia sommersa -190 mld di euro l’anno di produzione- ed evasione fiscale fra i 110 ed i 120 miliardi? Nasce qualche dubbio, ma vogliamo sperare in una risposta positiva.<br />
Che la <strong>Fase 3</strong> nasca, dunque, all’insegna della giustizia sociale, della parità dei diritti fondamentali, della equità nella crescita economica del Paese tale da diventare una priorità oltre che scelta di eccellenza.</p>
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		<title>Covid-19. Parlano le donne: promozione e protezione dei diritti umani, coesione sociale, open innovation, governance territoriale.</title>
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				<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 09:44:00 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Le donne militanti della Rete La Fenice con Bonaviri In occasione dell’Assemblea telematica delle Democratiche del Lazio del 24 maggio 2020. Poco si è detto, in questa emergenza sanitaria delle...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it/2020/04/24/covid-19-parlano-le-donne-promozione-e-protezione-dei-diritti-umani-coesione-sociale-open-innovation-governance-territoriale/">Covid-19. Parlano le donne: promozione e protezione dei diritti umani, coesione sociale, open innovation, governance territoriale.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it">Giuseppina Bonaviri</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Le donne militanti della Rete La Fenice con Bonaviri</p>
<p>In occasione dell’Assemblea telematica delle Democratiche del Lazio del 24 maggio 2020.</p>
<p>Poco si è detto, in questa <strong>emergenza sanitaria</strong> delle donne da sempre in prima linea; ne siamo abituate e non ci sorprende. Un approccio di genere che va ricollegato, in un momento così complesso, alla globalizzazione e alla promozione dei diritti umani in materia di parità di genere. Mai come in questo tempo fermo si sono creati i presupposti per una penetrazione delle <strong>questioni di genere</strong> in organismi e ambiti della politica internazionale che sconfinano persino dalle istanze di partecipazione di cui siamo da sempre portatrici e protagoniste. Ci chiediamo se uno <strong>spazio di libertà</strong> -come affermazione della soggettività femminile nella istituzione sociale e all’interno di un immobilismo istituzionale di molti governi e politiche- in una fase di tanta stringente necessità influenzerà positivamente ed in modo diretto ed efficace il processo di <strong>policy making</strong> secondo la logica di genere.<br />
Emerge chiaro lo smantellamento del sistema sanitario nazionale dovuto a lottizzazioni politiche a partire dalle posizioni apicali che non furono più assegnate su base <strong>meritocatica</strong> ed il taglio di oltre 3 miliardi di euro di fondi avvenuto negli ultimi 10 anni, un mondo quello della salute pubblica dove le donne sono <strong>la maggior parte delle lavoratrici</strong> con circa l&#8217;80% dei caregiver ancora donne.<br />
In Europa più del 60% degli operatori sanitari sono donne, più dell’80% del personale di cassa è donna, il 90% circa dell’assistenza domestica è composta da donne.<br />
E sono sempre le donne che stanno pagando il prezzo più alto, tra lavori domestici e smart working, tra un <strong>femminicidio</strong> e un nuovo tipo di violenze subita che nasce proprio dall’obbligo delle misure di contenimento.<br />
L’ <strong>OCSE</strong> afferma che le donne italiane lavorano 1 ora e mezzo al giorno in più degli uomini se si somma lavoro pagato con il lavoro familiare gratuito, con un serio rischio, dovuto appunto all&#8217;emergenza <strong>Covid-19</strong>, che causerà <strong>conseguenze negative</strong> e di lungo periodo sull&#8217;<strong>occupazione femminil</strong>e e sulla forbice salariale di genere. Basti pensare che da aprile 2020 le colf e le badanti, tutte donne, hanno subito il 30% dei licenziamenti in più.<br />
Insomma durante questa pandemia, “le donne non sono state nelle retrovie” senza che però venissero ben rappresentate come anche all&#8217;interno delle task force volute dal governo e dai ministeri per la fase due dove la loro presenza è quasi inesistente mentre invece è da sempre indispensabile per la tutela della salute e del benessere sociale, dell’economia e del lavoro, del processo di innovazione, della ricerca, della partecipazione.<br />
La democrazia, mai come ora, ha bisogno di linfa rivitalizzata e la sua evoluzione in senso paritario è la base da cui ripartire. C’è bisogno di <strong>più politica e di una sua migliore qualità</strong>; le donne lo sanno e in questo processo entreranno a pieno titolo costruendo<strong> open innovation</strong> e <strong>governance territoriale</strong>.</p>
<p><strong>Le donne della Rete La Fenice</strong> ritengono che ogni processo di crescita parta da un coordinamento condiviso con gli attori del territorio, che va oltre le vetrine, e dalle conseguenti proposte finalizzate alla promozione di <strong>investimenti programmatici</strong> a partire dall’<strong>imprenditoria femminile</strong> solidale e sostenibile, avviando semplificazione delle procedure, salvaguardando la <strong>dimensione locale e le famiglie</strong> con una attenzione particolare rivolta ai percorsi di coesione sociale che per l’anno 2020-2021 potranno persino avvantaggiarsi di <strong>trasferire in modo flessibile risorse</strong> tra fondi diversi-regioni-settori con <strong>sospensione anche dell’obbligo di cofinanziamento nazionale</strong> (definizione del Consiglio Ue in risposta al coronavirus Plus-CRII Plus).<br />
Iniziative fondamentali in vista delle fasi che seguiranno quella della immediata riapertura delle attività.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Covid-19. Fase due: ricostruire la fiducia nelle persone per non buttarla in cagnara (parte seconda da “Terapie e vaccini”).</title>
		<link>https://giuseppinabonaviri.it/2020/04/21/covid-19-fase-due-ricostruire-la-fiducia-nelle-persone-per-non-buttarla-in-cagnara-parte-seconda-da-terapie-e-vaccini/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=covid-19-fase-due-ricostruire-la-fiducia-nelle-persone-per-non-buttarla-in-cagnara-parte-seconda-da-terapie-e-vaccini</link>
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				<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 08:42:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Visione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it/2020/04/21/covid-19-fase-due-ricostruire-la-fiducia-nelle-persone-per-non-buttarla-in-cagnara-parte-seconda-da-terapie-e-vaccini/">Covid-19. Fase due: ricostruire la fiducia nelle persone per non buttarla in cagnara (parte seconda da “Terapie e vaccini”).</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it">Giuseppina Bonaviri</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="container"><div class="row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Sintesi Conference call Comitato tecnico scientifico <strong>Rete La Fenice con Bonaviri</strong>, neurologi, genetisti, <strong>farmaco-epidemiologi</strong> indipendenti, liberi economisti, politologi ( 18/4/2020)</p>
<p>La necessità della pianificazione corrisponde alla buona riuscita della fase due, che se pur ritenuta prematura per molta parte della comunità scientifica, è comunque necessaria con molta-molta prudenza per la ripresa economica. Servono linee guida nazionali omogenee con flessibilità regionale ma che sono già in ritardo, piano progettuale sui trasporti, intesa con i sindacati assai preoccupati per le incognite di direttive non trasmesse e lasciate in mano ai singoli.<br />
La <strong>pandemia globale</strong> interviene in un momento delicato per l’economia mondiale e nella intrinseca fragilità di un sistema capitalistico che non riesce a rinnovare il suo stesso ciclo di accumulazione, con una politica nazionale debole che non ritrova unità, una produzione industriale che si prevede crollerà fino al 9,1% e con sette milioni di lavoratori a casa. In questi mesi , inoltre, si è evidenziato chiaramente il rapporto complicato tra <strong>ospedali e territorio</strong>, tra privato e pubblico della nostra <strong>sanità</strong>, tra governo centrale- regioni- macropolitica internazionale, con una innovazione che non decolla basti pensare ai semplici sistemi digitali ancora molto arretrati in Italia. Un accenno merita l’impostazione giustizialista–moralista di ricerca di colpevoli sul piano penale rispetto alle morti nelle <strong>Rsa</strong> che vuole essere conferita paradossalmente solo al <strong>personale sanitario</strong>. Una pantomima!<br />
Tutto, infine, continua a ruotare intorno al <strong>Consiglio europeo</strong> prossimo che pare si stia avviando ad un accordo (questo potrebbe significare che non essendoci per una certa fase voti parlamentari si stabilizzerà anche il governo).<br />
Serviranno strategie di contenimento del contagio e un indice di pericolosità dei lavoratori con medici sentinella organizzati per il monitoraggio, porte automatiche per non toccare maniglie, robot creati per l’interazione con i malati negli ospedali e che potranno essere di ausilio ai medici tramite misurazioni e domande dirette ai pazienti, ricerca di luoghi di cura riservati soli ai sintomatici e positivi fuori dal circuito di cura classico ma il punto centrale rimarrà l’atteggiamento mentale di tutte e tutti noi che viene molto sottovalutato al momento.<br />
Entrando in queste nuove fasi come la riapertura di attività e la ripresa della vita sociale, necessiterà usare precauzioni e azioni di prevenzione alla circolazione del virus che ancora è montante e in piena vita. La sanificazione degli ambienti e degli oggetti è tra le azioni più importanti che ci aspetteranno nei prossimi mesi e di cui ancora poco si parla. Questo permetterà alla produzione farmaceutica ( che è anche molto sviluppata nel comparto industriale della regione lazio) un ricavato di più 3,9% considerata la domanda crescente di dispositivi di protezione personale, prodotti per l’igiene, per la casa e i per luoghi di lavoro. Sarà poi una grande svolta il <strong>sistema contact tracing italiano</strong> che potrà aiutare a gestire la ripresa nonostante il tema rimanga delicato, incrociando la tutela della <strong>privacy</strong> come anche lo smart working al quale molti imprenditori guardano in maniera definitiva ( almeno 5% dei dipendenti continuerà in futuro a lavorare in remoto). Oltre, ovviamente, ad attivare studi sulla popolazione degli asintomatici, di cui torneremo a parlare, uno sguardo attento andrà posto ad alcune ipotesi su presidi terapeutici preventivi che al momento sono ancora al vaglio di sperimentazioni e validazione.<br />
Parliamo delle radiazione ultraviolette che come si sa già dall’800 agiscono sugli agenti patogeni quali virus e batteri tanto che oggi le migliori sterilizzazioni di un ambiente pubblico infetto si praticano proprio con lampade che generano radiazione UV. Un’adeguata esposizione alla luce solare unita ad un regime alimentare fatto di cibi ricchi di vitamina D potrebbero inoltre svolgere un ruolo preventivo. Ricordiamo poi l’azione dell’ ozono che corrisponde allo stato allatropico dell’ossigeno tanti che le azioni esplicate dall’ossigeno vengono dallo stesso ozono potenziate. Infatti essendo un potente ossidante agisce sulle cariche batteriche e virali depotenziandole. L’ozono può considerarsi un virus statico utilizzato già nelle crisi respiratorie delle virosi sinciziali. Dagli studi epidemiologici pregressi emerge inoltre che l&#8217;uso dell&#8217;ozonoterapia nel campo antivirale per la capacità stessa dell’ozono di modulare in dose e tempo dipendente, agisce sulla sintesi delle immunoglobuline stesse nella fase acuta di queste stesse patologie . Infine, ricordiamo l&#8217;ipotesi -che alcuni premi Nobel della scienza stanno validando proprio in queste ore- che le mutazioni del virus corona potrebbero agire naturalmente al depotenziamento della stessa virulentazione tendendo alla sua stessa autodistruzione.<br />
Di questo parleremo nei prossimi articoli precisando che senza salute e sicurezza non potrà esserci ripartenza alcuna se non quella della ripresa dei contagi.</p>

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		<title>Covid-19:ricostruire la fiducia nelle persone. Tra terapie e vaccini- Parte prima</title>
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				<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 10:34:11 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Sintesi Conference call Comitato tecnico-scientifico Rete La Fenice con Bonaviri, ricercatori clinici Università La Sapienza, virologi Istituto Superiore Sanità, microbiologi e farmacoepidemiologi indipendenti (15/4/2020) Mettere insieme competenze nei diversi campi...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it/2020/04/16/covid-19ricostruire-la-fiducia-nelle-persone-tra-terapie-e-vaccini-parte-prima/">Covid-19:ricostruire la fiducia nelle persone. Tra terapie e vaccini- Parte prima</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it">Giuseppina Bonaviri</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Sintesi Conference call Comitato tecnico-scientifico <strong>Rete La Fenice con Bonaviri</strong>, ricercatori clinici Università La Sapienza, virologi Istituto Superiore Sanità, microbiologi e farmacoepidemiologi indipendenti (15/4/2020)</p>
<p>Mettere insieme competenze nei diversi campi scientifici con le sue tante energie significative per favorire una discussione libera e pubblica, aperta oltre le cabine di regia costruite in questa <strong>emergenza sanitaria</strong> può succedere, consapevoli sempre che peer review (revisione dei pari o valutazione tra pari) rimangono lo strumento privilegiato per la scienza accademica e la conoscenza futura della <strong>salute pubblica</strong> dei popoli. Noi della <strong>Rete La Fenice con Bonaviri</strong> ci siamo impegnati in questi mesi a creare un filo diretto nella costruzione di un processo espansivo connesso direttamente alle persone, cosa che ci ha consentito di riflettere a voce alta assieme a loro persino sugli accidenti della attuale <strong>crisi globale pandemica</strong>. Questo processo ci sarà di stimolo anche ora perchè riconquistare fiducia nel futuro significa affrontare al meglio le prossime <strong>fasi della ripartenza</strong>. Proseguiremo con le nostre modalità interattive ed innovative col mondo della scienza, della tecnica e della clinica ma soprattutto di vicinanza e di responsabilizzazione dei cittadini attraverso questo nostro canale informativo che rimane uno strumento utile, chiaro, accreditato, rigoroso perché sempre basato su evidenze metodologiche scientifiche.<br />
E’, tout court, impensabile che la scienza possa diventare improvvisamente il centro gravitazionale di risposte immediate come qualcuno al governo pretenderebbe, quando per anni -cenerentola di incongrui processi politici- in Italia le sono stati tagliati fondi, finanziamenti, personale insomma la metà delle media delle risorse europee.<br />
Alcune doverose precisazioni vanno fatte per quanto riguarda terapie e vaccini perchè al momento non esistono certezze. Anche per questi motivi è fondamentale ostacolare tentativi terapeutici “fai da te”, fuori dalle linee guida ufficiali. Ci auguriamo per questo che a partire dalla <strong>Federazione nazionale dell’Ordine dei Medici</strong> vengano redatti vademecum chiari e precisi, alla portata della popolazione da distribuire assieme alle <strong>mascherine</strong> e a tutti quei <strong>dispositivi di protezione personale</strong> oggi fondamentali contro il contagio non lasciando quindi spazi alla immaginazione dei singoli, ai fanatismi o ai tanti dannosi proseliti da parte di incompetenti. Per questo ci corre obbligo ringraziare il lavoro instancabile svolto in queste settimane dagli staff della <strong>Farmacovigilanza nazionale</strong>, dell’<strong>Aifa</strong> e della <strong>Sifo</strong>.</p>
<p>Attualmente gli studi sperimentali sui farmaci attenzionati dagli addetti sono stati rivolti al <strong>Tocilizumab</strong> e sono in corso studi per il <strong>Remdesivir</strong>. Sull’<strong>idrossiclorochina</strong> si iniziano solo ora ad avere dati ma ancora non confermati scientificamente. Altri farmaci che iniziano ad entrare sperimentalmente nei protocolli ospedalieri e della medicina territoriale ma già sul mercato da anni sono invece l’<strong>eparina</strong> e l<strong>’ivermectina</strong>; due farmaci che sembrano dare buoni risultati nella fase sub acuta mentre sono allo studio anche gli effetti nella fasi preventive. Ovviamente mancano ancora studi clinici per potere dire che le risposte siano certe. Si sta anche procedendo per i casi più complicati con studi sugli anticorpi ricavati da persone guarite; va detto che le indagini di sieroprevalenza per essere certe devono avere un fattore di errore basso altrimenti esiste il rischio di infettare gli altri per falsi negativi e positivi. Per i vaccini, poi, le risposte arriveranno in tempi più lunghi. È allo studio attualmente la risposta immunitaria di quei soggetti che hanno già contratto la malattia con un rischio però di ricaduta sintomatologica; infatti sembrerebbe che gli <strong>anticorpi</strong> non durino a lungo forse perché il <strong>virus corona</strong> muta geneticamente nei passaggi tra specie ed individui.</p>
<p>In questa fase di analisi è urgente che si proceda con accordi chiari tra governi per ottenere una licenza obbligatoria per la quale chi per primo al mondo riuscirà a produrre il <strong>vaccino</strong> dia contemporaneamente la possibilità di riprodurlo anche a tutti gli altri stati colpiti. In Italia inizialmente ne serviranno 60 milioni di dosi cosa di non semplice risoluzione considerata anche il problema della enorme burocrazia, delle norme e delle scarse risorse economiche messe a disposizione. Va detto che ad oggi, dopo 4 mesi dalla identificazione del virus, solo due progetti hanno già raggiunto la fase della vaccinazione dei volontari ( uno in Massachussetts e l’altro in Cina) e questo grazie solo alla enorme flessibilità e rapidità agita dalle istituzioni regolatorie al passaggio delle fasi di valutazione epidemiologica sull’uomo, cosa che al momento è impossibile per le nostre istituzioni.<br />
Siamo consapevoli che per una crisi globale serve una risposta globale ed una cooperazione mondiale. Noi intanto abbiamo scelto la solidarietà e la vicinanza alle persone.</p>
<p>(Nei prossimi giorni torneremo sul capitolo delle terapie anche di quelle meno conosciute perché in procinto di valutazione).</p>
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		<title>Covid-19: quale ripresa?</title>
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				<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 14:17:23 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Sintesi conference call Rete La Fenice con Bonaviri ed operatori del servizio socio sanitario locale, volontari del terzo settore, responsabili di cooperative autonome del comparto agroalimentare -( 7/ 8/ 9...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Sintesi conference call Rete La Fenice con Bonaviri ed operatori del servizio socio sanitario locale, volontari del terzo settore, responsabili di cooperative autonome del comparto agroalimentare -( 7/ 8/ 9 aprile 2020)</p>
<p>In queste splendide giornate primaverili vorremmo che il tempo tornasse ad essere nostro. Purtroppo invece, non è così. Per il perdurare degli alti valori della diffusione della pandemia si continua a privilegiare la tutela della salute pubblica e la distanza sociale e se pur la quotidiana comunicazione dei numeri non bastasse troveremmo la forza nell’accettare la limitazione delle nostre libertà dalle immagini dei ricoverati, degli anziani, dei deceduti gettati nelle fosse comuni, il tutto senza alcun conforto e la troviamo anche oltre il quotidiano perchè per ognuno individuare la strada di uscita é ora fondamentale.<br />
La necessità di riconvertire interi reparti di ospedali civili per i colpiti dal Covid-19, ha compromesso altre specialità ed in particolare ha fatto rinviare a date imprecisate interventi medici e chirurgici, test diagnostici, visite di controllo, attività ambulatoriali e sociali di cui invece si ha urgentemente bisogno, con la differenza che la risposta che viene dagli ospedali e servizi delle grandi città è assai diversificata rispetto alle esigenze di cura della nostra provincia con molti ospedali chiusi negli anni addietro e con una medicina di prossimità purtroppo ancora frontiera lontana.<br />
Oltre alle difficoltà del sistema sanitario congestionato emerge che soprattutto l’assistenza sociale e delle stesse organizzazioni di volontariato manifesta ormai limiti reali per la pressione che arriva da chi non ha nulla, neanche più il necessario per comprare cibo.<br />
La tensione è alle stelle. Parliamo di persone che vivono da sole, di malati, di interi nuclei familiari senza lavoro, dei lavoratori sommersi, del rischio di aumento il radicamento di clan malavitosi e di tutti coloro che non possono più svolgere la loro attività autonoma, di anziani allettati, di diversamente abili abbandonati a se stessi. Ripensare ad una visione di Paese diviene urgentissimo.<br />
Di questo si sono fatte in parte interpreti le associazioni della Confindustria di alcune regioni del Nord anche con la petizione del Friuli su Draghi presidente del consiglio e che hanno chiesto già da giorni al governo l’autorizzazione per far ripartire le filiere delle imprese. Bisognerà essere cauti.<br />
Nell’immediato le attività che rappresentano in pieno anche quelle del nostro territorio come il settore commerciale e il turistico (ristorazione, alberghi, attività ricreative e culturali, le terme con i centri benessere) appaiono le più penalizzate ed è forte il rischio che dopo mesi d’inattività il sostegno promesso dal governo non sia stato tempestivo e sufficiente e sia determinante il credito riconosciuto dalle banche. In tutto ciò emerge che purtroppo potrebbe avvenire il ricorso al circuito finanziario illegale ove operano soggetti interessati a riciclare denaro per ripulire i proventi delle attività malavitose: è quanto è stato già denunciato dalle più importanti procure della repubblica italiane.<br />
Nella nostra provincia è tutto fermo ed il sistema produttivo subirà le conseguenze che si temono come in tutta Italia. Non sappiamo quale siano i dati ufficiali di una pressione esercitata dalle persone in difficoltà sulla rete dell’assistenza e di questo è necessario informare l’opinione pubblica per un’azione immediata a favore di sostegni reali legali che impediscano l’usura sulle famiglie e anche sui piccolissimi imprenditori. Soprattutto quelli del settore agroalimentare e dei servizi proveranno a rimettersi in moto senza sapere quale sarà la risposta dei consumatori e del sistema economico. La crisi localmente va contenuta anche riattivando le opere pubbliche, fra le quali quelle di recente finanziate per la messa in sicurezza del territorio regionale.<br />
Solo fra qualche mese sapremo cosa è accaduto a seguito del blocco. Alcune attività richiederanno un adattamento (quanto influirà sul futuro aver implementato gli acquisti on line ed il lavoro agile?), altre dovranno riconvertire la produzione per rispondere ad una nuova domanda di beni.<br />
Nel contempo preoccupa il crollo delle vendite dell’auto. L’impianto di Piedimonte San Germano e l’indotto sono un’importante leva per la crescita del nostro territorio; il ritardo tecnologico che Fca ha dimostrato nella produzione di auto ibride ed elettriche fa temere che aumenterà l’invenduto prodotto dall’impianto cassinate e di conseguenza crescerà il numero dei lavoratori in cassa integrazione, con grave danno per il reddito di tutta la provincia mentre sempre nella nostra provincia un settore particolarmente interessato alla riconversione sarà il chimico-farmaceutico per la prevedibile nuova organizzazione della sanità pubblica, per la domanda di farmaci innovativi e l’incremento dei prodotti per l’igiene di maggiore efficacia. Un progetto, quello del biotech locale e della bioeconomia che l’Area Vasta Smart sta perseguendo da anni, inascoltata da una politica sempre più arida ed incurante del bene pubblico e dell&#8217;intero rilancio innovativo della periferia laziale.</p>
<p>(L&#8217;immagine risale ad un periordo pregresso il lock down)</p>
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		<title>Covid-19: le particelle, passando dalle grandi alle piccole misure</title>
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				<pubDate>Sun, 12 Apr 2020 08:04:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Visione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Comitato tecnico scientifico Rete la Fenice con Bonaviri- Conference call del 30 marzo 2020 È importante fare alcune considerazioni che riguardano la misura e la dimensione delle particelle degli inquinanti...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Comitato tecnico scientifico Rete la Fenice con Bonaviri- Conference call del 30 marzo 2020</p>
<p>È importante fare alcune considerazioni che riguardano la misura e la dimensione delle particelle degli inquinanti atmosferici anche per potere fare un confronto ed un parallelismo con le dimensioni dello stesso coronavirus. Si sa che le Pm10 &#8211; che sono quelle maggiormente conosciute, studiate e misurate- sono in buona compagnia scendendo nella scala dimensionale per arrivare alle nano polveri . Soffermiamoci alle Pm 2,5 che sono quelle che giá riescono a passare attraverso la barriera ematoencefalica e che si ritiene siano simili, nelle loro caratteristiche e nella pericolosità di invasione, al coronavirus: é risaputo che più le particelle sono piccole e sottili più sono pericolose perché arrivano direttamente all’interno dei nostri polmoni invadendo il nostro organismo .<br />
Attuali studi scientifici internazionali portati avanti da fisici e chimici svedesi ipotizzano che il particolato 2,5 possa proprio per le sue dimensione diventare un ottimo veicolo di trasporto e di diffusione del coronavirus stesso. Questo meccanismo sembra avere a che fare con la massa delle particelle che, più sono leggere e più tendono a cadere in lontananza arrivando a raggiungere distanze maggiori ed inquinando, di conseguenza, spazi maggiori dell’ambiente esterno o interno.<br />
Questa legge fisica dovuta al moto browniano prevede che avvenga sempre un moto disordinato di piccolissime particelle in una sospensione liquida o gassosa. Riportando questa stessa legge per ovvi motivi al moto del coronavirus si inizia a suppore che anche questo piccolissimo mostriciattolo se ne avvantaggi, considerato che la sua dimensione è di un milionesimo di millimetro. Da qui viene naturale affermare che la distanza consigliata tra le persone di un metro è solo una calcolo teorico di massima mentre invece, proprio per le caratteristiche fin qui descritte, il contagio per non avvenire tra uomo a uomo necessiterebbe di maggiore distanza fino ad arrivare a 4 metri, dipendendo complessivamente dalle condizioni di aereazione e quindi di dispersione e densità della particella.<br />
Anche per questi motivi in via precauzionale le mascherine vanno consigliate a tutte e tutti ed utilizzare , ovviamente ritenendo che le più idonee ed efficaci (FFP3) rimangono quelle con filtri capaci di bloccare le particelle nanometriche che al momento però sono purtroppo le meno diffuse. Ancora va fatto notare che le piogge aiutano a smorzare il fenomeno contaminatione perché abbattono le concentrazioni del pulviscolo portandolo al suolo ed evitando che le stesse sostanze entrino direttamente nella nostra catena respiratoria alveolare.<br />
Va aggiunto che anche le disinfestazioni e sanificazione dei luoghi e degli stessi oggetti, soprattutto quelli utilizzati da pazienti riconosciuti positivi come anche quelli usati nei luoghi di cura vedi ospedali , ambulatori, cliniche o le grandi catene alimentari dove le concentrazioni degli agenti infettanti può raggiungere livelli elevati a causa anche dei condizionatori climatici, dovrebbe essere agita con continuità e con adeguate sostanze disinfettanti contenenti ipoclorito di sodio ed alcool.<br />
Nei luoghi di cura, poi, va posta anche molta attenzione alla disinfezione dei bagni utilizzati dai pazienti in quanto il virus rimane attivo per diverse ore anche nelle feci e nelle stesse urine e al pavimento dove si dovrebbe sempre camminare con adeguate protezioni.</p>
<p>Per ulteriori dettagli ed informazioni tecniche puoi accedere alla lettura degli articoli scientifici fin qui pubblicati sull’argomento in questa stessa pagina o nella pagina facebook Giuseppina Bonaviri</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it/2020/04/12/covid-19-le-particelle-passando-dalle-grandi-alle-piccole-misure/">Covid-19: le particelle, passando dalle grandi alle piccole misure</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it">Giuseppina Bonaviri</a>.</p>
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