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	<title>Economia &#8211; Giuseppina Bonaviri</title>
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	<description>Il mio Paese nel Cuore</description>
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		<title>Covid-19. Italia vs Germania: spesa pubblica, investimenti, servizi sociali ( da Der Spiegel)</title>
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				<pubDate>Sun, 03 May 2020 18:05:19 +0000</pubDate>
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			<p>GRUPPO DI STUDIO SULL’ECONOMIA REALE,<strong> RETE LA FENICE CON BONAVIRI</strong></p>
<p>-QUESTO GRUPPO NASCE CON L’INTENTO DI ANALIZZARE L’AMBITO DELLA VITA REALE COLLEGATO ALLA PRODUZIONE DEI BENI E SERVIZI CHE RIENTRANO NEL CIRCUITO DI INVESTIMENTI DEL MONDO MODERNO E SOSTENIBILE E DEI PROCESSI DI RICERCA ED INNOVAZIONE IN CONTINUITÀ CON IL LAVORO CHE LA RETE SVOLGE DA ANNI ASSAI OLTRE L’IMPOVERIMENTO GENERALE DI UNA POLITICA AVIDA E “ WHICH PRECLUDES” ( CHE PRECLUDE). IN UN PERIODO STRAORDINARIO, COME UNA PANDEMIA, IN CUI L’INCERTEZZA FINANZIARIA DEI MERCATI NON RAPPRESENTA PIÙ IL TERMOMETRO DEI BISOGNI REALI ED ESSENZIALI NELLO SVILUPPO DEGLI ENTROTERRA, NECESSITERANNO STRATEGIE DI CRESCITA E DI VISIONE CONSAPEVOLI VERSO I MICROSISTEMI E PER UNA ADEGUATA ANALISI DEL SENTIMENT-</p>
<p>Di seguito pubblichiamo l’articolo di apertura di Der Spiegel, il più diffuso settimanale tedesco, per la rilevanza delle affermazioni che vengono formulate. L’editorialista invita la classe dirigente del suo paese a mettere da parte la presunta superiorità teutonica nelle politiche di bilancio e a guardare con serietà gli sforzi che l’Italia ha fatto negli ultimi anni per contenere la spesa pubblica, riducendo investimenti e servizi sociali. Inoltre sollecita la classe dirigente a non essere miope e a riconoscere la gravità dell’attuale crisi (da cui la Germania non è immune) che mette seriamente in pericolo l’Unione Europea. Un opportuno riconoscimento delle qualità di noi italiani.</p>
<p>Editoriale sul Der Spiegel di Thomas Fricke, 01/05/2020(TGCOM24mondo- Gruppo Lombardi nel mondo S.O.S.)<br />
La Germania ha “un’immagine distorta e fatale dell’Italia”, un’immagine che finirà per “fare a pezzi l’Unione europea”.<br />
Lo scrive oggi in un lungo editoriale lo Spiegel, in apertura del proprio sito. Thomas Fricke, che firma il pezzo, non esita a parlare di “tutta questa arroganza tedesca che – non solo adesso, ma soprattutto adesso – è particolarmente tragica”.<br />
E non solo perché “la solita lagna tedesca ha a che fare con la realtà della vita degli italiani quanto i crauti hanno a che vedere con le abitudini alimentari dei tedeschi”. A detta dello Spiegel, la lite sull’eventuale partecipazione dei tedeschi agli <strong>eurobond</strong> “è imbarazzante”, perché si preferisce “fantasticare sul fatto che gli italiani avrebbero dovuto risparmiare prima”, fantasie che “spiegano la mancanza di zelo da parte della Germania nel far partire al vertice Ue di questa settimana una storica azione di salvataggio”.<br />
Ed ecco l’affondo: “L’Europa rischia di sprofondare nel dramma, non perché gli italiani sono fuori strada, ma a causa di una parte predominante della percezione tedesca”. E ancora: “Forse è per colpa dei tanti film sulla mafia”, scrive il settimanale tedesco ironizzando sui rispettivi stereotipi tra i due Paesi, “forse è solo l’invidia per il fatto che l’Italia ha il clima migliore, il cibo migliore, più sole e il mare”.<br />
Secondo Fricke, “se lo Stato italiano in una crisi come questa finisce sotto pressione dal punto di vista finanziario, dipende – se proprio deve dipendere dagli italiani – dal fatto che il Paese ha una quota di vecchi debiti pubblici, ossia dai tempi passati. Solo che questo ha poco a che vedere con la realtà della vita di oggi, ma con una fase di deragliamento degli anni ’80, il che ha a sua volta a che vedere con gli interessi improvvisamente schizzati in alto”.<br />
Lo Spiegel fa anche un paragone storico sempre molto scottante per la Germania: “Se noi tedeschi non avessimo avuto all’estero amici tanto cari che nel 1953 ci abbuonarono una parte dei nostri debiti, staremmo ancora oggi con un pesante fardello in mano. E come va a finire quando le persone devono continuare a pagare debiti nati storicamente, la Germania lo ha dimostrato alla fine della Prima guerra mondiale, quando alla fine il sistema si rovesciò, come da anni rischia di succedere anche in Italia”.<br />
Inoltre, l’editoriale del settimanale ricorda che “da 30 anni lo Stato italiano spende meno per i suoi cittadini di quello che prende loro, con l’unica eccezione dell’anno della crisi finanziaria mondiale 2009. Questo vuol dire risparmi record, non sperperare”. Il giornale cita anche gli investimenti pubblici “tagliati di un terzo dal 2010 al 2015”, così come “si sono rimpicciolite le spese per l’istruzione e la pubblica amministrazione”.<br />
Insomma: “Dolce vita? Stupidaggini. Gli investimenti pubblici dal 2010 in Italia sono calati del 40%. Un vero e proprio collasso”. Questo mentre in Germania, la spesa pubblica “è cresciuta quasi del 20%”, ossia “lo Stato spende a testa un quarto di più di quello che spende in Italia. Il che in queste settimane si percepisce dolorosamente”.<br />
Una situazione che con l’attuale crisi da pandemia del coronavirus si tramuta “in un dramma incredibile”: “In Italia sono mancati i posti letto e sono morte tante persone che oggi forse potrebbero essere ancora in vita. Non è direttamente colpa dei politici tedeschi, ovvio. Ma sarebbe ben giunto il tempo di smettere con folli lezioncine, e di contribuire a far piazza pulita delle cause del disastro, caro signor Schaeuble (già ministro alle Finanze negli anni più caldi dell’eurocrisi, ndr). O di dire “scusateci” almeno una volta”.E invece “con assoluta serietà” si continua ancora a parlare della “dipendenza da credito” degli italiani, continua lo Spiegel. “Ma anche qui, un piccolo suggerimento fattuale: i debiti privati, commisurati al Pil, in quasi nessun Paese dell’Ue sono così bassi come in Italia”.<br />
Infine: “È giunta finalmente l’ora di mettere fine a questo dramma, e magari proprio con gli eurobond, quali simbolo della comunità del destino della quale comunque facciamo parte sin da quando abbiamo una moneta comune”, conclude Fricke. “Ancora i tedeschi hanno tempo di raddrizzare la curva dopo le contorte settimane scorse: altrimenti l’Unione europea nel giro di qualche anno non sarà più un’unione.<br />
In Italia come in Francia arriveranno al potere delle persone che, come adesso già fanno Donald Trump o Boris Johnson, non hanno nessuna voglia di stare al gioco: quel gioco sul quale la Germania da decenni costruisce il proprio benessere”.</p>

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		<title>La futura fermata della Tav ciociara: finalmente una notizia positiva in un presente intessuto di emergenza e aumento della povertà</title>
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				<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 08:48:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Non si può negare che sia una bella notizia, tanto attesa, l’inizio della progettazione della stazione di Ferentino per creare una fermata dell’Alta Velocità verso Roma e Napoli. C’è solo...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it/2020/04/24/la-futura-fermata-della-tav-ciociara-finalmente-una-notizia-positiva-in-un-presente-intessuto-di-emergenza-e-aumento-della-poverta/">La futura fermata della Tav ciociara: finalmente una notizia positiva in un presente intessuto di emergenza e aumento della povertà</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it">Giuseppina Bonaviri</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Non si può negare che sia una bella notizia, tanto attesa, l’inizio della progettazione della <strong>stazione di Ferentino</strong> per creare una fermata dell’<strong>Alta Velocità verso Roma e Napoli</strong>. C’è solo il rammarico di dover aspettare forse ancora un paio d’anni, si spera meno, per potere usufruire di un’infrastruttura così tanto rilevante ed innovativa. L’impegno di Ferrovie nel nord della provincia frusinate valorizzerà il nostro territorio favorendo un più adeguato assetto urbanistico e di rigenerazione a partire proprio dalla città di <strong>Ferentino</strong> e quindi della stazione ferroviaria dello stesso capoluogo.<br />
Le dichiarazioni polemiche che leggiamo in queste ore sottovalutano la rilevanza dell’investimento (7 miliardi) e gli effetti positivi che questo produrrà aumentando il reddito e l’occupazione dell&#8217;entroterra. Va puntualizzato, poi, che con la capitalizzazione delle FS italiane si raggiunge uno degli obiettivi della lunga battaglia visionaria e di concrete progettualità che noi dell’<strong>Area Vasta Smart</strong> sosteniamo da tempo lontano: rafforzare le infrastrutture, materiali ed immateriali, per incentivare l’insediamento di nuove attività e la crescita reale di quelle già presenti, fermando il declino di una periferia che come questa da anni è segnata da visibili ferite per il sottosviluppo e le carenze logistiche inflitte. Ne sono indice chiaro la deindustrializzazione, la crescente emigrazione dei giovani, la diffusione dell’economia sommersa che può considerarsi una perversa forma di “assistenza” al sociale come la stessa internazionalizzazione che non decolla.<br />
Fenomeni di depauperamento e povertà che sono diventati ancora più gravi con la pandemia in atto. Per quanto si possa dire che il <strong>coronavirus</strong> abbia colpito in modo limitato la nostra popolazione esso ha comunque prodotto conseguenze economiche e ne produrrà di ulteriori: sarebbe allora un errore soffermarsi solo sul successo dell’alta velocità poiché il presente si presenta inquietante.<br />
E’ necessario, per questi motivi, che la classe politica locale incida sulla Regione ed sul Governo affinché si rendano di rapida attuazione anche quei provvedimenti già assunti per il finanziamento delle piccole imprese e di quelle individuali come il sostegno alle famiglie (per gli acquisti dei beni di prima necessità, per l’affitto e le utenze domestiche, con la creazione di un reddito di emergenza per chi non aveva un lavoro stabile ed inoltre con il recesso dei versamenti, dei tributi e delle tasse che ricadono sui beni comuni).<br />
Persone in difficoltà prima della pandemia ed ora a serio rischio povertà- come ricordato oggi da Papa Francesco e da molta buona stampa nazionale- non possono rimanere indietro, sole e abbandonate.<br />
Non ci sembra, allora, demagogico richiamare proprio in questo momento di straordinaria emergenza ma anche di impegno serio la classe politica e gli amministratori locali a dare nell’immediato prova di vicinanza e sostegno ai più fragili perché succede sempre che, per dignità, la vera povertà è umile, silenziosa, priva di voce.</p>
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		<title>COVID-19: UNA SINTESI DEL DECRETO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEL 28 MARZO 2020</title>
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				<pubDate>Sun, 29 Mar 2020 14:37:10 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) emesso nella giornata di ieri interviene a favore delle famiglie in gravi condizioni di disagio a seguito del blocco di tutte...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm)</strong> emesso nella giornata di ieri interviene a favore delle famiglie in gravi condizioni di disagio a seguito del blocco di tutte le attività economiche sul territorio. Papa Francesco ed i sindaci di alcune città da giorni hanno denunciato situazioni di gravi privazioni della popolazione fino alla mancanza di cibo sufficiente alla nutrizione.<br />
In relazione all’aggravarsi della situazione l’intervento del governo mira ad assicurare rapidamente alle famiglie indigenti un buono spesa una tantum di 300 euro per l’acquisto di generi alimentari; prioritariamente alle famiglie che non usufruiscono di altro sussidio economico statale come il reddito di cittadinanza. I <strong>generi alimentari</strong> potranno essere acquistati dalle famiglie destinatarie del buono spesa presso gli esercizi commerciali già individuati da ciascun comune. Per aumentare la capacità di spesa dei destinatari il presidente del consiglio ha invitato la g<strong>rande distribuzione</strong> (i <strong>supermercati</strong>) a praticare uno sconto del 10% sui generi alimentari acquistati da coloro che usufruiscono del buono spesa.<br />
I sindaci provvedono ad individuare la platea dei beneficiari del contributo tra i nuclei familiari più esposti ai rischi derivanti dall’<strong>emergenza epidemiologica</strong> da <strong>virus Covid-19.</strong><br />
Per attuare questo intervento ai comuni sono stati erogati 400 milioni di cui 300 milioni vanno ad integrare il fondo di solidarietà di ogni comune; questa cifra va ripartita in relazione ai residenti di ciascun comune. In particolare:<br />
&#8211; ai comuni con popolazione sino a 5 mila abitanti riconosciuto un contributo non inferiore a 20.000 euro;<br />
&#8211; ai comuni con popolazione da 5 mila a 30 mila abitanti è riconosciuto un contributo di 50.000 euro;<br />
&#8211; ai comuni con popolazione da 30 mila a 69 mila abitanti è riconosciuto un contributo di 80.000 euro;<br />
&#8211; ai comuni capoluogo di provincia e di regione è riconosciuto un contributo di 150.000 euro.</p>
<p>Entro il 15 aprile saranno poi erogati ai comuni 4,3 mld dei trasferimenti di loro competenza per aumentarne da subito la capacità di spesa.</p>
<p>Ci auguriamo che anche<strong> I COMUNI DELLA NOSTRA PROVINCIA</strong> si adoperino da subito per monitorare la situazione locale e per definire la piattaforma da seguire. Siamo vicini alle famiglie che in queste ore risentono maggiormente le condizioni di disagio e di sofferenza, siamo solidari con i detenuti e con tutto il personale penitenziario sperando anche che, per quando riguarda la condizione degli immigrati e dei senza tetto, si provveda velocemente e con chiarezza nell&#8217;adottare misure urgenti.</p>
<p>Questo nel rispetto della dignità delle persone e delle comunità tutte e di quante quanti in queste ore sono impegnati a contrastare una tragedia umana, sociale, economica.</p>
<p>Dobbiamo marciare unite e uniti, é così che ce la faremo.</p>
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		<title>Covid19. Le imprese del Lazio ed i suoi cittadini sono fra i più colpiti dalle conseguenze economiche che ne derivano. La previsione del Cerved e la proposta della nostra Rete</title>
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				<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 19:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giubonavadmin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Comitato tecnico scientifico Rete La Fenice con Bonaviri Nell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo appare evidente ed obbligato il crescente blocco delle attività lavorative: dalla rete commerciale alle fabbriche, una condizione...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it/2020/03/24/covid19-le-imprese-del-lazio-ed-i-suoi-cittadini-sono-fra-i-piu-colpiti-dalle-conseguenze-economiche-che-ne-derivano-la-previsione-del-cerved-e-la-proposta-della-nostra-rete/">Covid19. Le imprese del Lazio ed i suoi cittadini sono fra i più colpiti dalle conseguenze economiche che ne derivano. La previsione del Cerved e la proposta della nostra Rete</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it">Giuseppina Bonaviri</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Comitato tecnico scientifico Rete La Fenice con Bonaviri</p>
<p>Nell’<strong>emergenza sanitaria</strong> che stiamo vivendo appare evidente ed obbligato il crescente blocco delle attività lavorative: dalla rete commerciale alle fabbriche, una condizione dalle sempre più ampie limitazioni che andrà ad incidere su quelle dell’intera economia nazionale.</p>
<p>Il Governo italiano come quello di altri paesi ha deciso di sostenere la perdita di reddito dei cittadini e di coloro che gestiscono un’attività imprenditoriale prevedendo di distribuire sottoforma di sussidi denaro in quantità mai vista prima d’ora. La Regione Lazio vuole integrare il sostegno ai cittadini con uno stanziamento di 350 mln per la cassa integrazione di chi sta perdendo il lavoro e assicura 400 mln per un accesso al credito delle piccole imprese: “una boccata d’ossigeno” è stato detto perché, come ben sappiamo, purtroppo servirà ben altro considerati i tempi non brevi dell’attuale <strong>emergenza</strong>. E’ sbagliato minimizzare quanto sta avvenendo perché più a lungo durerà lo stato emergenziale <strong>coronavirus</strong>, maggiore ovviamente sarà lo shock economico, l’impoverimento delle popolazione e alta la probabilità che la conseguenza produca fallimenti per insolvenza e per aumento del debito delle imprese. Su questo strategico tema si stanno misurando tutti i migliori Istituti di ricerca socio-economica anche per offrire ai responsabili politici possibili soluzioni in grado di aumentare la capacità di resistenza delle famiglie che stanno andando incontro alla perdita di reddito e di lavoro.</p>
<p>Un’interessante contributo per valutare l’evoluzione dell’economia italiana è stato dato da <strong>Cerved</strong>, la società di consulenza, di studi di mercato e recupero crediti che ha preso in esame le previsioni economico-finanziarie e il rischio di credito di imprese di ben 223 settori produttivi, ripartendolo anche su base regionale. L’analisi è stata condotta stimando le possibili conseguenze: dal livello internazionale ai contesti locali con il conseguente grado d’integrazione delle imprese per filiere. Sono stati ipotizzati due scenari: il primo qualora l’emergenza dovesse cessare entro maggio e l’altro più pessimistico se invece cessasse a dicembre 2020. I dati nel primo scenario prevedono una perdita di 220 mld nel 2020 e di 55 mld entro il 2021; nella seconda ipotesi la perdita di ricavi sarebbe valutata di 470 mld nel 2020 e di 172 mld nel 2021. Per comprendere meglio il significato da dare alle due tesi è sufficiente far riferimento all’impegno di spesa prevista dal governo per il 2020: 400 mld. In altri termini la spesa pubblica potrebbe aiutare le imprese a resistere alle perdite solo nell’ipotesi che la fine dell’<strong>emergenza</strong> avvenga nel prossimo maggio altrimenti senza provvedimenti ulteriori di dimensioni europea, assisteremmo ad un tracollo dell’intero sistema produttivo del nostro Paese.</p>
<p>L’<strong>impatto del Covid19</strong> sui settori analizzati sarebbe diverso. Nel primo scenario le maggiori perdite di fatturato in percentuale (2020/2019) si registrerebbero per:<br />
&#8211; le imprese del turismo con perdite che vanno dal -37,5% degli alberghi al -25% per il trasporto aereo e l’organizzazione di fiere e convegni e il -22,5%per le attività aeroportuali;<br />
&#8211; il settore auto che subirà perdite fra il 21 ed il 24,5% nella produzione dei rimorchi e nell’allestimento di veicoli , nelle concessionarie auto e motocicli e nell’autonoleggio.<br />
Nello scenario di una <strong>pandemia</strong> che si protragga, invece, fino a dicembre le perdite appena citate sarebbero raddoppiate: alberghi -73,3%; trasporti aerei -55%; produzione legata al settore auto -55%.</p>
<p>Nei due casi vi sono alcuni settori che vedrebbero migliorati i loro ricavi per la rilevanza che assumono nel contrasto del <strong>Covid19</strong> e nella vita quotidiana. Questi settori, comunque, non compenserebbero le perdite dei settori che perdono ricavi. Essi sono: il commercio on line (+26,3% nel primo scenario, +55% nel secondo); la produzione degli apparecchi medicali (+11% nel 2020 e nel 2021); la vendita all’ingrosso dei prodotti farmaceutici e medicali (+6,4% e + 13,8% nel 2021).<br />
Sul piano territoriale il Lazio è dopo la Lombardia la regione più colpita nel suo sistema produttivo: se la pandemia si fermerà a maggio <strong>Cerved</strong> stima che il <strong>fatturato delle imprese del Lazio</strong> diminuirà di 40,3 mld nel 2020 (-8,5% 2020/2019) e di 6,5 mld nel 2021 (-10,9% 2021/2020); nel secondo scenario, invece, le perdite di ricavi sarebbero di 94,3 mld nel 2020 (-22,1% 2020/2019) e di -23,9 nel 2021 (-24,6% 2021/2020).</p>
<p>Nella provincia di Frosinone già duramente provata dalla crisi del settore industriale si dovrà prevedere l’estensione della cassa integrazione per le attività legate al settore turistico e commerciale e l’ampliamento della cassa già in atto nel settore auto mentre un miglioramento delle opportunità potranno essere registrato nel <strong>settore farmaceutico</strong>. Situazioni diverse a secondo dei territori per i quali è quanto mai necessaria un’azione di vigilanza delle forze politiche del Lazio e provinciali sull’evoluzione della situazione. Comunicare con continuità e regolarità con le comunità locali servirà non solo a cogliere prima le potenzialità di ripresa economica e dell’occupazione ma soprattutto a dimostrare vicinanza alle famiglie e alle imprese.<br />
Invitiamo, anche per questi motivi, non solo il <strong>Pd provinciale</strong> ma tutti i partiti che davvero hanno a cuore il bene della nostra popolazione e della nostra terra ad intraprendere una azione collettiva di responsabilità sociale iniziando intanto col promuovere incontri virtuali e campagne di solidarietà interconnesse per permettere scanditi collegamenti con la base. Ora più che mai tutte e tutti hanno bisogno di sentirsi accolti, incoraggiati, informati, consolati, sostenuti. Ciò diventi un vero “Inno alla vita”!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it/2020/03/24/covid19-le-imprese-del-lazio-ed-i-suoi-cittadini-sono-fra-i-piu-colpiti-dalle-conseguenze-economiche-che-ne-derivano-la-previsione-del-cerved-e-la-proposta-della-nostra-rete/">Covid19. Le imprese del Lazio ed i suoi cittadini sono fra i più colpiti dalle conseguenze economiche che ne derivano. La previsione del Cerved e la proposta della nostra Rete</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it">Giuseppina Bonaviri</a>.</p>
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		<title>Per favorire lo sviluppo ripristinare la legalità Comitato Tecnico Scientifico Rete la Fenice con Bonaviri</title>
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				<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 08:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giubonavadmin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it/2020/01/20/per-favorire-lo-sviluppo-ripristinare-la-legalita-comitato-tecnico-scientifico-rete-la-fenice-con-bonaviri/">Per favorire lo sviluppo ripristinare la legalità Comitato Tecnico Scientifico Rete la Fenice con Bonaviri</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it">Giuseppina Bonaviri</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="container"><div class="row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p style="text-align: justify;">Sempre più spesso ci si chiede quali siano le ragioni della enorme lentezza sulle riforme italiane che non ci ha permesso finora di superare gli effetti di una lunga crisi, lasciando di conseguenza che la nostra società viva un’immobilità di fondo per nulla proiettata alla velocità dei processi di cambiamento che invece vivono gli altri Paesi viciniori.<br />
Due notizie ci aiutano a comprendere la condizione di sospensione che ci caratterizza.<br />
Le serrate polemiche sulle responsabilità per il crollo del Ponte Morandi a Genova e la morte di 42 persone ci hanno fatto scoprire in quali pericolose condizioni sono strade, ponti e gallerie in Italia e quanta responsabilità politica vi sia nel degrado di queste infrastrutture maltrattate. Quella che può apparire in prima istanza una generica accusa ai governi che si sono succeduti è documentata da una recente relazione della Corte dei conti che ancora una volta dimostra quanto sia importante per i cittadini l’indipendenza e la divisione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) in uno stato democratico e sia grave la responsabilità di chi invece agisce per la subordinazione di uno di questi poteri.<br />
La magistratura ha documentato che l’inaccettabile speculazione dei gestori delle tratte stradali risiede nella dipendenza delle strutture ministeriali incaricate di controllare l’attuazione dei termini delle diverse concessioni ed in atti segreti finora nascosti persino alla magistratura.<br />
Questo regime di sfregio del bene pubblico, negli ultimi venti anni, ha permesso ai gestori di aumentare le tariffe autostradali del 75,6%, quasi il doppio del tasso d’inflazione e consentito, fra il 2008 ed il 2016, di realizzare opere per 6 miliardi e 640 milioni invece dei 21,7 miliardi dichiarati nei piani concordati dai concessionari con il ministero delle infrastrutture per la manutenzione ed il miglioramento della rete stradale. Ciò è stato possibile anche per condizioni di favore, scritte negli allegati ai contratti e tenuti segreti perchè considerati a tutela dei concessionari, manco fossero stati segreti industriali! Una condizione che grida allo scandalo per la modalità di proroga delle concessioni senza bandi di gare alla scadenza, garantendo rendite pluridecennale sempre agli stessi.<br />
Queste faccende di inefficienza ed arretratezza vanno ovviamente a rafforzare nei cittadini la sfiducia di una risposta collettiva da parte dello Stato nel tutelare l’interesse pubblico e la trasparenza nelle decisioni.<br />
Così si spiega anche la ritrosia ad investire che hanno imprese non solo nazionali e famiglie italiane e la conseguente debole crescita nazionale imposta nei consumi, con danni enormi. La Bce lancia un documento che dice che i depositi presso le banche italiane da parte di società non finanziarie è di oltre 318 miliardi, fra il 2018 ed il 2019 è cresciuto del 14,2%. In otto anni i capitali liquidi depositati in banca sono raddoppiati: l’Associazione bancaria italiana (Abi) ritiene che nel 2019 i capitali liquidi depositati da imprese e famiglie sono cresciuti di 83 mld. Capitali in attesa di “qualcosa o qualcuno” che possa essere di rassicurazione per i proprietari rispetto a futuri investimenti.<br />
Cosa può, allora, smobilizzare questa valanga di denaro che avrebbe, ad esempio, nel settore delle nostre opere pubbliche una domanda d’investimenti pari a 175 miliardi? Si pensi ai lavori necessari per la protezione dei nostri fragili territori.<br />
La risposta è semplice : la stabilità di governo con il ripristino della legalità. Non in senso giustizialista, ma come risposta trasparente ai cittadini delle ragioni per la quale si prendono decisioni (come quella della revoca delle concessioni autostradali agli attuali gestori) ridando a tutte le imprese le giuste condizioni di competitività, di qualità nel contrasto del degrado delle grandi aree urbane e del conseguente spopolamento delle aree interne della penisola. Creando così e finalmente le condizioni idonee per il rilancio di sana occupazione.</p>

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		<title>Il dibattito sul Mes</title>
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				<pubDate>Mon, 02 Dec 2019 14:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giubonavadmin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Sul Meccanismo Europeo di Stabilità andrebbero comprese le ragioni della contrapposizione fra le forze politiche italiane. Non si può negare che gli accordi in materia finanziaria fra i paesi che...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it/2019/12/02/il-dibattito-sul-mes/">Il dibattito sul Mes</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it">Giuseppina Bonaviri</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sul <strong>Meccanismo Europeo di Stabilità</strong> andrebbero comprese le ragioni della contrapposizione fra le <strong>forze politiche italiane</strong>. Non si può negare che gli accordi in materia finanziaria fra i paesi che aderiscono alla moneta unica siano poco conosciuti dai cittadini e nel contempo siano facile terreno di contestazione. Le persone hanno compreso che fin qui questi meccanismi hanno favorito i paesi nord-eur<span class="text_exposed_show">opei, quindi l’esigenza di ridiscuterli è palese e giusta considerata anche la mutata situazione politica ed economica del momento.<br />
Nei confronti dell’Unione Europea i governi nazionali han detto poco e se pure non serve recriminare su quanto è avvenuto appare urgente agire alleanze sociali sostenendo le ragioni per una riforma delle politiche europee in senso maggiormente e ragionevolmente solidale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="text_exposed_show">La proposta del Ministro delle finanze tedesco di rivedere le clausole che riguardano il sistema bancario europeo vanno in questa direzione;dunque iniziare a discutere di come rendere più unanime e trasparenti le decisioni in materia finanziaria, dà certezze al sistema economico complessivo, migliora la qualità dei rapporti fra i paesi dell’Ue, aumenta la credibilità della sua referenzialità presso i cittadini.<br />
Le soluzioni nazionali ai macro problemi finanziari sono, al momento, improbabili e solo l’offerta di una Unione più coesa e a favore dei popoli e più attrattiva potrà aumentare la capacità d’incidere dell’Ue nel panorama internazionale. Quanto ciò sia necessario è anche dimostrato dalla politica di Trump e Putin, impegnati a sostenere, forze contrarie ad una maggiore integrazione dell’UE.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="text_exposed_show">Ciò non vuol dire che sia sbagliato rivendicare la sovranità nazionale in un campo come quello economico, ove vige la legge del più forte, ma pretenderla come se ciò fosse sufficiente e fosse la soluzione significherebbe ingannare il proprio popolo. Il tentativo di volere accreditare la convenienza di un’uscita dall’euro può produrre danni per il conseguente aumento del costo degli interessi che si andrebbero a creare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="text_exposed_show">Il convulso dibattito fra le forze di governo sulla legge di bilancio ha fatto rialzare l’andamento dello spread per la sfiducia che i mercati finanziari hanno ricominciato a nutrire verso il nostro Paese. Un voto contrario alla riforma del Meccanismo Europeo di stabilità alimenterebbe, ora, la tendenza già in atto e mostrerebbe la fragilità dell’attuale governo poiché le ragioni della sua formazione risiedevano nel ripristino di un suo diretto impegno a rispettare le decisioni assunte con l’Unione Europea per la riduzione del debito pubblico a sostegno di maggiori politiche comunitarie.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Comitato tecnico-scientifico Rete la Fenice con Bonaviri</p>
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		<title>Una riflessione sull&#8217;Italia. Per una politica di sviluppo e di innovazione dei territori</title>
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				<pubDate>Wed, 27 Nov 2019 12:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giubonavadmin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it/2019/11/27/per-una-politica-di-sviluppo-e-di-innovazione-dei-territori/">Una riflessione sull&#8217;Italia. Per una politica di sviluppo e di innovazione dei territori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it">Giuseppina Bonaviri</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="container"><div class="row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p><em>Evento dell’11 luglio del 2018 presso il Salone di rappresentanza della Provincia di Frosinone</em></p>
<p>&nbsp;</p>

		</div>
	</div>
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Intervenuti: <strong>Giuseppina Bonaviri, Carlo Cottarelli, Giovanni Betta</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="container"><div class="row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p style="text-align: justify;">L’ Area Vasta Smart, infrastruttura del futuro virtuosa e virtuale, mette al centro l’innovazione a partire da un percorso di visione complessa e di trasformazione e sviluppo a favore di una nuova forma di economia e di rilancio&nbsp; degli entroterra.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo incontro, fortemente voluto dalla sottoscritta, ha segnato un passaggio fortunato della nostra Provincia frusinate e della stessa Regione Lazio, registrando come un governo locale fatto di piccoli e piccolissimi comuni possa diventare il protagonista nel tracciare la rotta su una propria piattaforma interna e secondo il nuovo modello sostenibile di impatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Verso un futuro che riduce le disuguaglianze presenti tra le grandi aree urbane e quelle interne di retrovia ci siamo noi, forti che l’identità e la storia della nostra terra si realizzi salvaguardando l’identità dei cittadini e dei loro immutabili diritti.&nbsp;</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="container"><div class="row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_hidden-sm vc_hidden-xs"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8 vc_hidden-sm vc_hidden-xs"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="wpb_gallery wpb_content_element vc_clearfix" ><div class="wpb_wrapper"><div class="wpb_gallery_slides wpb_image_grid" data-interval="3"><ul class="wpb_image_grid_ul"><li class="isotope-item"><a class="prettyphoto" href="https://giuseppinabonaviri.it/wp-content/uploads/2019/11/bonaviri-giuseppina-carlo-cottarelli-frosinone-6-1024x682.jpg" data-rel="prettyPhoto[rel-1160-4009592868]"><img width="150" height="150" src="https://giuseppinabonaviri.it/wp-content/uploads/2019/11/bonaviri-giuseppina-carlo-cottarelli-frosinone-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a></li><li class="isotope-item"><a class="prettyphoto" href="https://giuseppinabonaviri.it/wp-content/uploads/2019/11/bonaviri-giuseppina-carlo-cottarelli-frosinone-1-1024x927.jpg" data-rel="prettyPhoto[rel-1160-4009592868]"><img width="150" height="150" src="https://giuseppinabonaviri.it/wp-content/uploads/2019/11/bonaviri-giuseppina-carlo-cottarelli-frosinone-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a></li><li class="isotope-item"><a class="prettyphoto" href="https://giuseppinabonaviri.it/wp-content/uploads/2019/11/bonaviri-giuseppina-carlo-cottarelli-frosinone-2-897x1024.jpg" data-rel="prettyPhoto[rel-1160-4009592868]"><img width="150" height="150" src="https://giuseppinabonaviri.it/wp-content/uploads/2019/11/bonaviri-giuseppina-carlo-cottarelli-frosinone-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a></li><li class="isotope-item"><a class="prettyphoto" href="https://giuseppinabonaviri.it/wp-content/uploads/2019/11/bonaviri-giuseppina-carlo-cottarelli-frosinone-3-1024x742.jpg" data-rel="prettyPhoto[rel-1160-4009592868]"><img width="150" height="150" src="https://giuseppinabonaviri.it/wp-content/uploads/2019/11/bonaviri-giuseppina-carlo-cottarelli-frosinone-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a></li><li class="isotope-item"><a class="prettyphoto" href="https://giuseppinabonaviri.it/wp-content/uploads/2019/11/bonaviri-giuseppina-carlo-cottarelli-frosinone-4-1024x666.jpg" data-rel="prettyPhoto[rel-1160-4009592868]"><img width="150" height="150" src="https://giuseppinabonaviri.it/wp-content/uploads/2019/11/bonaviri-giuseppina-carlo-cottarelli-frosinone-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a></li><li class="isotope-item"><a class="prettyphoto" href="https://giuseppinabonaviri.it/wp-content/uploads/2019/11/bonaviri-giuseppina-carlo-cottarelli-frosinone-5-1024x698.jpg" data-rel="prettyPhoto[rel-1160-4009592868]"><img width="150" height="150" src="https://giuseppinabonaviri.it/wp-content/uploads/2019/11/bonaviri-giuseppina-carlo-cottarelli-frosinone-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a></li></ul></div></div></div><div class="vc_empty_space"
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it/2019/11/27/per-una-politica-di-sviluppo-e-di-innovazione-dei-territori/">Una riflessione sull&#8217;Italia. Per una politica di sviluppo e di innovazione dei territori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://giuseppinabonaviri.it">Giuseppina Bonaviri</a>.</p>
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		<title>Rilanciamo l&#8217;Italia facendo cose semplici</title>
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				<pubDate>Wed, 27 Nov 2019 10:11:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">&#8220;Fare rete per chi come noi da anni si adopera vuol dire trovarsi in equilibrio all’interno di un nuovo paradigma che ci vede correre primi insieme agli ultimi.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppina Bonaviri</p>

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		<title>Tutto il Sud soffre. Chiudono fabbriche importanti e a Cassino tremano dopo l’accordo Fca-Psa</title>
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				<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 17:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[giubonavadmin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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			<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto il Sud soffre. Chiudono fabbriche importanti e a Cassino tremano dopo l’accordo Fca-Psa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La decrescita produttiva al Sud è cosa certa ed evidente, ora più che mai, e non solo per Arcelor Mittal che ha dichiarato di volere lasciare l’Ilva di Taranto aprendo una grave crisi occupazionale per gli oltre 10.000 lavoratori impiegati nell’indotto. Come si è arrivati a questa gravissima situazione -che compromette l’economia locale e l’intera industria metalmeccanica italiana-deriverebbe dal fatto di non aver voluto esentare il colosso indiano dalle verosimili conseguenze penali che aveva ereditato dalla precedente gestione oltre le novità emergenti in queste ultime ore. La garanzia che Arcelor Mittal non dovesse pagare per ciò che non aveva commesso -il danno ambientale- sembrava scritto negli accordi con il governo italiano in carica all&#8217;epoca, accordi che andavano rispettati se solo si fosse pensato alla credibilità internazionale dell’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ci deve essere molta confusione al Ministero preposto allo Sviluppo economico se a distanza di pochi giorni un’altra impresa multinazionale del Sud, la Whirlpool con uno stabilimento nella provincia di Napoli, prima decide di chiudere l’impianto mandando a casa 400 lavoratori e poi ritorna sui suoi passi senza che questo significhi però la ripresa dell’attività. Questa strana situazione non può tranquillizzare, tra l&#8217;altro, i lavoratori della Fca di Cassino dove è stato già deciso di interrompere la produzione dei due modelli Giulia e Stelvio dell’Alfa Romeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Basterebbero da sole queste vicende per far emerge quanto sia stata sottovalutata la gravità della condizione in cui vivono i cittadini del Mezzogiorno italiano. Non si può pensare di continuare a far pagare pegno ai lavoratori e a penalizzare solo alcune aree del Paese soprattutto quando è evidente che quelli che abitano nel Sud Italia- l’ultimo rapporto Svimez parla chiaro- sono considerati molto diversi da chi, invece, vive al Nord sia per reddito che per opportunità di lavoro. Gli indicatori economici ci dicono che nel 2019 il Sud è entrato in recessione e poco ha potuto il reddito di cittadinanza perché ha avuto un impatto quasi nullo sul lavoro. Inoltre, il continuo esodo verso il Nord italiano ed europeo conferma che dall&#8217;inizio del 2000 hanno lasciato il Sud 2 milioni di meridionali, la metà di questi con meno di 34 anni mentre nello stesso periodo si sono persi, proprio nel Mezzogiorno, ben 27 mila posti di lavoro con un rigurgito di 35 euro pro capite in meno per cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;">Spreco, malintesi, corruzione diffusa, gogne mediatiche, criminalità organizzata, garantismo dei più forti, tatticismi e populismi fanno da cornice ad un’Italia spaccata in due, in blocchi contrapposti e senza una seria opportunità di rinascita, con una sofferenza acutissima in chiave demografica. Nel 2018 si è raggiunto il minimo storico delle nascite sottolineando che al Sud sono nati circa 157 mila bambini, 6 mila in meno del 2017.</p>
<p style="text-align: justify;">Fabbisogno sociale e politiche contro il gap territoriale richiedono maggiori fondi: a questo si può rispondere con le autonomie regionali differenziate se non ci fosse il rischio che questo processo rappresentasse la conferma degli squilibri dei trasferimenti da parte dello Stato come invece è apparso. Una situazione paradossale ed iniqua che determina la possibilità di maggiore welfare a chi più ha.<br />
Il Governo ha promesso il varo del Piano per il Sud entro fine anno, e tutte e tutti lo stiamo aspettando. C’è da sperare che far ripartire il Sud significhi davvero far riparte da subito l’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppina Bonaviri</p>

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		<title>5G e dazi</title>
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				<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 09:46:53 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">America e Cina, Europa e Cina, Italia e Cina: molte le implicazioni internazionali che passano da questi rapporti e la visita del Segretario americano Pompeo in Italia la dice lunga. Come sappiamo il nostro Paese ha inserito la tecnologia sperimentale 5G nelle disposizioni del Golden Power per tutelare il Paese da investimenti potenzialmente predatori mentre la dichiarazione congiunta, firmata dal Premier cinese con il Presidente della Commiss<span class="text_exposed_show">ione Ue, Jean-Claude Juncker, prevede una collaborazione futura tra aziende cinesi ed europee nel settore del 5G.</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno di questo dibattito si inserisce quello dei dazi e delle guerre commerciali che investirebbe in pieno l&#8217;export agroalimentare italiano negli Usa, un business da circa 7 miliardi di dollari l&#8217;anno &#8211; circa un miliardo di euro per l’agroalimentare Made in Italy &#8211; con un danno alla filiera italiana a partire dal parmigiano, prosciutto, mozzarelle. Va ricordato che gli Stati Uniti sono il secondo mercato estero, dopo la Francia, per l&#8217;export di Parmigiano.<br />
Ciò causerebbe un risentimento anche sui consumatori italiani e sull&#8217;industria casearia che dovrebbero di conseguenza far fronte a possibili rialzi del prezzo del latte.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo scenario, in una Nazione come la nostra, che vive anche di piccole e medie imprese inserite in un circuito di mercato estero, diverrebbe davvero una questione seria.</p>
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