Post covid: avanzano le fasi, la politica si avviluppa, nascono nuove terapie

Le Regioni italiane aprono le frontiere, un momento atteso in cui non saranno ammessi errori di gestione dell’emergenza Covid-19 e dove tutti siamo chiamati all’ordine e all’attenzione delle norme; questo mentre il vicepresidente della Commissione Ue conferma che non ci saranno soldi senza riforme ed economie resilienti alla crisi ma, dalle nostre parti, le grandi tematiche del rilancio sono ancora in fieri con una politica che tentenna, con una verosimile lista dell’attuale premier data al 14,3%, con obiettivi comuni ancora da stabilire e su ipotesi di eventuali nuove convergenze partitiche tutte da verificare. La Lega rimane il primo partito mentre le forze del centrosinistra che appoggiano l’esecutivo attuale sono date al 42,9%. Nella fiducia dei leader Draghi è in vetta alla classifica con il 59,3% seguito da Conte, Zaia, De Luca, Bonaccini, Meloni.

All’interno della riforma dell’Italia da ricostruire il baricentro rimane il Servizio Sanitario Nazionale (in questi mesi sottoposto ad una prova difficilissima) quale investimento produttivo del cambiamento e a favore sempre del cittadino, in una veste innovata di rafforzamento della rete territoriale pubblica, con ospedali da rimodulare, tecnologie da implementare, assunzione di personale sanitario da accelerare e la medicina di base fruibile nella prossimità.
Intanto, giustamente, i giovani medici chiedono aperture dell’imbuto formativo per garantire merito e numeri necessari alla cura e alla prevenzione delle comunità: quanto ne avremmo bisogno, la loro battaglia è la nostra!
I 3,25 miliardi del decreto riforme destinato al servizio sanitario nazionale bastano solo per arrivare alla fine dell’anno. Per gli interventi strutturali, una vera messa in sicurezza della popolazione, serviranno invece 40 miliardi in dieci anni. Potrebbero essere i 36 miliardi del Mes a tassi bassissimi a fare la differenza? C’è poi anche un Golden Power, da non dimenticare, che ha trovato spazio nel decreto num. 21, nella sezione dedicata ai poteri speciali del governo per salvaguardare i nostri settori strategici. Ma purtroppo aumenta il disagio sociale mentre la decisa presa di posizione da parte di Confindustria ci ricordano che, nonostante tutto, non c’è stata in questi mesi una strategia e una missione politica radicale per andare oltre il 2020.
Si è continuato con la gestione giorno per giorno tanto che la stagione delle riforme sembra ancora per l’ennesima volta solamente evocata: tutto rinviato a dopo le prossime elezioni regionali di settembre?

Intanto, fortunatamente però, continuano ad arrivarci rassicurazioni da parte della scienza: l’ossigeno-ozono terapia, una nuova quanto mai antica terapia, oggi molto italiana, mostra buoni risultati contro il coronavirus andandosi ad unire ai trattamenti e farmaci salvavita utilizzati per fronteggiare il virus in qualità di trattamento aggiuntivo con l’obiettivo di aumentare la concentrazione di ossigeno nell’organismo colpito tramite l’uso di una miscela di ossigeno e ozono. Si sta chiedendo al Governo di introdurre in tutti gli ospedali Covid italiani questo protocollo già sperimentato in 15 ospedali dislocati sul territorio nazionale.
Una ulteriore potenziale cura riguarda lo studio in atto degli anticorpi monoclonali IgG1 diretti contro la proteina spike di Sars-CoV-2, una metodica progettata per bloccare l’ingresso del virus nelle cellule umane.
Attuali sono poi studi avanzati su alcuni elementi naturali che riguardano i raggi UV che, come si sa, riescono a penetrare in profondità nei tessuti fino a interferire con il codice genetico contenuto nel DNA delle cellule e, nel caso dei virus, danneggiandoli tanto da renderli inattivi.
Inoltre, si stanno analizzando i test di inibizione della neurominidasi basati sulla fluorescenza fenotipica, che consentono di valutare velocemente la suscettibilità dei virus dell’influenza fin dal primo giorno. Lo screening di questi virus sembrerebbe importante nel determinare e monitorare l’effectiveness di alcuni farmaci antivirali utili nelle epidemie ed inoltre per non creare disallineamento nei territori.

Insomma, una lezione di vita. Si può imparare anche dalle pandemie, a favore della vita e per il benessere sociale.

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